È accusato di aver molestato una collega di lavoro durante i turni in una azienda di Induno Olona, e per l’uomo, un 61enne, in tribunale a Varese è arrivata una pesante richiesta di condanna di 7 anni di reclusione.
Battute sconce, mani sui fianchi, domande sulle abitudini ed esperienze sessuali di quell’operaia classe 1996 da poco arrivata in azienda, tramite agenzia. E poi ancora il tentativo di baciarla dopo averle abbassato la mascherina, obbligatoria in epoca Covid (i fatti risalgono all’estate del 2021). Questi in sintesi gli episodi contestati al 61enne, che in una precedente udienza aveva rinunciato alle domande delle parti. E non ha quindi fornito la sua versione.
L’uomo era capolinea, ha sottolineato nella sua requisitoria il pubblico ministero Maria Claudia Contini, e decideva a quale macchina assegnare i colleghi. E infatti la giovane, in uno degli episodi contestati, era stata assegnata ad una zona appartata dell’azienda, ha ricordato il pm. E poi si era recato da lei. «Altre giovani operaie hanno raccontato di essersi trovate in situazioni analoghe a quelle vissute dalla vittima – ha aggiunto il pm – Mentre altri colleghi hanno descritto l’uomo come un punto di riferimento in azienda. Ma in questo caso a testimoniare sono stati degli uomini e delle colleghe con un’età prossima a quella dell’imputato».
Diversa la posizione della difesa, rappresentata dall’avvocato Fulvio Anzaldo, che ha messo in dubbio la credibilità della 27enne, sostenendo che il suo racconto sulle presunte violenze sarebbe cambiato più volte nel corso del tempo. Il legale, nella sua arringa, ha parlato di una «nutrita serie di contraddizioni», riguardo ad esempio ai momenti in cui l’operaio avrebbe allungato le mani.
La ragazza, che dopo i fatti ha cambiato lavoro, si è costituita parte civile nel processo con l’assistenza dell’avvocato Luca Carignola, che in aula ha portato l’attenzione dei giudici sullo stato di ansia e di forte tensione provato dalla ragazza per l’accaduto, e sulla sua paura di perdere il posto in azienda, legata anche al fatto che il 61enne era un rappresentante sindacale. La sentenza arriverà a novembre.
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