Conflitti, crisi climatica, violenze e disuguaglianze continuano ad incrementare il numero di persone che lasciano il proprio Paese per raggiungere l’Europa. Il problema dei migranti si è ulteriormente accentuato in questi ultimi anni per la presenza sempre più numerosa di minori stranieri non accompagnati (MSNA).
La sfida dei MSNA è diventata molto impegnativa per i Servizi Sociali dei Comuni e si è creata una situazione di difficoltà senza precedenti, per i numeri e le modalità con cui vengono affidati; spesso arrivano minori stranieri soli che vengono affidati ai Servizi Sociali a qualunque ora del giorno e della notte. Non si trovano facilmente posti in comunità e ciò comporta il dover sopperire con soluzioni provvisorie che non sempre sono di facile gestione.
Anche per tutte queste ragioni, nell’ultima assemblea della Comunità Operosa Alto Verbano (facebook.com/comunitaoperosa) si è discusso molto dell’accoglienza dei migranti e le ventisette realtà della Comunità hanno deciso di creare un gruppo di lavoro per costruire un modello di integrazione in stretto contatto con le comunità educative ed assistenziali che gestiscono i migranti nel territorio del Luinese.
E così è partita questa nuova esperienza con il supporto dell’Assessorato alle Politiche Sociali e Giovanili del Comune di Luino che, oltre a partecipare attivamente al gruppo di lavoro, mette a disposizione i locali per le riunioni alle tante realtà che hanno accolto l’invito a partecipare a questa iniziativa.
Durante il primo incontro, che si è tenuto il 4 aprile, si è definito l’obiettivo del gruppo di lavoro: coinvolgere la rete di associazioni e realtà del nostro territorio nell’affrontare il tema dell’accoglienza e dell’integrazione sociale dei migranti all’interno della nostra comunità.
L’idea è quella di sviluppare progetti per costruire rapporti di fiducia con la popolazione, che spesso vede i migranti come un pericolo, cercando di trasformare le loro conoscenze, competenze e esperienze in risorse per la nostra comunità, ricercando percorsi per dare loro nuove capacità, favorire l’inclusione, rispondendo anche ai bisogni del mondo del lavoro.
È quindi intervenuta Manuela Comi della Fondazione “Asilo Mariuccia”, che ha illustrato le attività nella comunità educativa di Porto Valtravaglia ove viene svolto un grande lavoro di formazione per far crescere i minori ospiti, tramite progetti costruiti con gli educatori, il territorio e mediatori culturali, all’interno di laboratori di educazione al lavoro che non solo danno competenze specifiche ma fanno fare esperienza diretta nel mondo del lavoro al fine di entrarci a pieno titolo. Altro tema importante toccato dalla responsabile della comunità è stato quello della ricerca dell’alloggio, che rappresenta lo scoglio maggiore da superare una volta maggiorenni ed in possesso di un lavoro, per poter arrivare ad una vera integrazione e alla costruzione di un progetto di vita che possa dare un futuro alle persone più volenterose.
Nel successivo incontro del 17 aprile il gruppo ha ascoltato Camilla Galliani, vicepresidente della Cooperativa San Martino di Cassano Valcuvia che ha illustrato le esperienze di housing sociale e il servizio di accoglienza per minori stranieri non accompagnati (circa 53 minori). Nell’ambito del servizio di accoglienza vengono organizzati diversi progetti, da quelli ludico-ricreativi a quelli in collaborazione con enti di formazione esterni, fino all’organizzazione di tirocini e attività di ricerca lavorativa, finalizzati alla costruzione di un progetto di vita.
Successivamente è intervenuto Luca Dal Ben, Direttore Generale della Cooperativa Ballafon, che gestisce a Castelveccana il centro di accoglienza per richiedenti asilo di Villa Immacolata e la struttura di Villa Chiara dedicata all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati provenienti dagli sbarchi. Tutte le mattine i minori seguono corsi di alfabetizzazione, alcuni già frequentano i corsi di italiano livello A2 presso il CPIA di Luino. Per gli adulti si fanno, sempre presso la struttura di Castelveccana, corsi pomeridiani di alfabetizzazione; inoltre per tutti, è stato già fatto un corso di aiuto cuoco/pizzaiolo e si è permesso lo svolgimento di corsi di giardinaggio, mulettista/magazziniere anche fuori dalle nostre strutture.
Tutte queste attività come altre che si stanno organizzando, come ad esempio il corso sartoriale, sono finalizzate all’inclusione e all’incremento della reciproca conoscenza anche della cultura locale, non dimenticando che in oratorio sono stati organizzati tornei di calcio e incontri culinari dove gli ospiti hanno cucinato e offerto alla cittadinanza intervenuta piatti tipici dei loro paesi.
Nell’ultimo incontro del 16 maggio l’avvocatessa Valentina Verdini, referente per la provincia di Varese dei Tutori Volontari, ha descritto in modo molto esaustivo la figura del tutore volontario, una figura poco conosciuta ma di grande valore sociale, che ha il compito di rappresentare legalmente il minore straniero non accompagnato e di farsi interprete dei suoi bisogni e delle sue necessità in collaborazione con la comunità che lo accoglie. Il cittadino che vuole candidarsi a diventare tutore volontario deve partecipare al bando per la selezione di privati cittadini disponibili ad assumere a titolo volontario la tutela di minori stranieri non accompagnati. Il bando scade il 23 giugno 2024 ma è stato prorogato fino a novembre 2024.
Dopo questi primi incontri conoscitivi il gruppo di lavoro si concentrerà sullo studio di proposte per coinvolgere le associazioni del territorio in azioni volte a favorire l’inclusione dei migranti nella nostra comunità, forti della consapevolezza che i minori e gli adulti stranieri possono essere una risorsa e una sfida per il futuro purché si lavori tutti insieme per favorire la crescita di una comunità inclusiva e solidale.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0