È ormai entrata nel vivo la campagna elettorale per le amministrative, che il prossimo 8 e 9 giugno porterà al voto migliaia di cittadini anche nell’alto Varesotto, dove sono oltre trenta i Comuni chiamati alle urne. Tra questi c’è Maccagno con Pino e Veddasca che, dopo circa quarant’anni non esprimerà neanche una lista civica sostenuta da un partito di centrosinistra.
Il sindaco uscente Fabio Passera, infatti, da anni vicino al Partito democratico, ha deciso di non ricandidarsi nel paese che lo ha visto impegnato per trentanove anni tra vari incarichi all’interno dell’amministrazione comunale, portandolo invece ad abbracciare una nuova sfida, candidatosi consigliere a Grantola, insieme a Renzo Stocco.
A contendersi la guida del paese ci saranno così l’avvocato Davide Compagnoni, con la sua lista “Idea Comune”, e una new entry, il 42enne Ivan Vargiu, candidato sindaco di “Futuro”, con un passato da amministratore locale, tra l’ex Comune di Veddasca e Brissago Valtravaglia e con un’esperienza alle spalle, nel 2008, come candidato consigliere alle elezioni provinciali tra le fila della Lega, tesserato al partito di Matteo Salvini fino a due anni fa.
Per questa ragione abbiamo voluto intervistare i due candidati sindaci, sulle criticità del paese, sui progetti e sui punti di forza dei propri programmi elettorali, partendo da Ivan Vargiu, che è venuto a trovarci in redazione insieme ad Andrea Sbernini. Ecco l’intervista.
Ivan, perchè ti candidi?
La politica è una passione che ho sempre avuto, sin da quando avevo vent’anni e mi sono candidato nel Comune di Veddasca, all’interno di una lista dove ho raccolto più preferenze di tutti e ho ricoperto poi il ruolo di vicesindaco con sindaco Roberto Calebasso. Era una storia simile a questa, un gruppo giovane e dinamico, che teneva molto al territorio. Abbiamo amministrato per due mandati. Lavorativamente parlando, invece, prima sono stato agente della Polizia locale di Luino e per diciotto anni sono stato un dipendente del settore tecnico a Maccagno. Ho fatto anche il consigliere comunale di minoranza a Brissago Valtravaglia, durante il secondo ed ultimo mandato di Giusy Giordano.
Come hai scelto la squadra?
Tutti i candidati consiglierei sono residenti o cresciuti a Maccagno. Il progetto è partito due anni fa, abbiamo fatto numerosi incontri e pian pianino abbiamo costruito una squadra nuova, nessuno deriva da liste precedenti, solo qualche esperienza amministrativa di qualcuno dei componenti. I requisiti fondamentali sono quelli di stare a Maccagno tutti i giorni, 24 ore su 24. Abbiamo idee nuove sul modello amministrativo da seguire, come dice il nome della lista pensando al “Futuro” di Maccagno.
Quale sarà il tuo modo di amministrare?
Sicuramente in modo collegiale, non centralizzerò i miei compiti. Certo, il sindaco è il primo responsabile di una macchina organizzativa, ma ci saranno figure con deleghe che si occuperanno davvero di quei temi. Il consiglio comunale e la giunta comunale saranno fondamentali quando si parlerà di urbanistica, di sociale o di scuola, ma saranno i delegati ad intervenire su qualsiasi argomento specifico.
Hai diversi giovani inseriti nella lista…
L’età media è di 43-44 anni, sono molto contento che allo stesso tavolo ci sono giovani di Maccagno che vogliono impegnarsi per il nostro Comune. Il concetto più grande è quello di disponibilità perchè il territorio è enorme, il secondo più grande della provincia: deve essere gestito tutti i giorni, sotto ogni punto di vista, sia sulla manutenzione che sul sociale.
Dicevi che il progetto della lista è partito due anni fa, 24 mesi sono molti… come mai siete partiti con così largo anticipo?
Dopo un evento alluvionale, in un’intervista alla vostra redazione, il sindaco Passera era molto provato, era distrutto per le difficoltà di gestione riguardanti una frana ad Orascio. Parlando con lui ho capito che era arrivato alla fine del suo lunghissimo percorso. Ci siamo confrontati con lui che per vent’anni è stato sindaco, ma il gruppo è nato da un valore fondamentale come quello dell’amicizia, alla quale si aggiungono competenza ed esperienza. Nella costruzione della lista siamo stati completamente autonomi.
Quali risposte siete pronti a dare ai cittadini?
Gli ex Comuni di Veddasca e Pino hanno formato il nuovo Comune, dopo la fusione, insieme Maccagno. In questi anni, però, ho notato che l’attenzione che c’era a Maccagno, soprannominata la “Piccola Svizzera”, non era la stessa in Valle… tra manutenzione ed organizzazione degli operai vi sono state criticità. Attualmente le cooperative impegnate sul territorio, in Veddasca, sono molto più difficili da gestire e controllare, mentre non è così per Maccagno. Avere una figura di riferimento, con la quale condividere un programma di lavoro è fondamentale. Vogliamo inserire operai nelle zone periferiche, è una delle esigenze che ci hanno presentato i cittadini, così come vogliamo rispondere alle necessità dei cittadini, soprattutto quelli della Valle, in relazione alla burocrazia. Saremo sempre presenti.
Come giudichi questa dinamica politica che dopo 30 anni vede Maccagno con Pino e Veddasca non avere una lista pura o vicina al centro sinistra?
Per quanto mi riguarda, i partiti fin dai primi incontri sono rimasti fuori dalla nostra lista, non abbiamo controllato le tessere di partito. Per noi valgono la competenza e la persona. Il gruppo affiatato si spenderà per il paese al di là dell’appartenenza politica. La nostra lista è assolutamente civica. I partiti non sono mai entrati nei nostri discorsi, in campagna elettorale non chiederemo a nessun politico di sposare la nostra causa.
C’è qualcosa, secondo te, in cui è mancato il sindaco Passera in questi anni?
Passera è stato un grande sindaco dal punto di vista amministrativo e politico. L’unica cosa che manca, secondo me, in questo momento, è la creazione di una sorta di una linea comune tra amministrazione, Pro loco ed esercizi commerciali. È fondamentale avere un gruppo di lavoro apposito delegato, da incontrare periodicamente, per elaborare una strategia marketing e una pubblicità comune per far conoscere la nostra realtà.
Quindi vi sentite in continuità con l’amministrazione Passera?
No. Certo, non vi è alcuna contrapposizione politica, ma noi siamo noi, in maniera completamente autonoma, insieme per il territorio. Il nostro slogan è “Questa volta possiamo vincere tutti insieme”. Questo dà il senso del modo in cui vogliamo amministrare.
Qual è il tuo parere su quanto avvenuto durante la scorsa tornata elettorale, quando Passera ha vinto su Compagnoni al ballottaggio? Al primo turno la perfetta parità tra le due liste ha suscitato polemiche che sono finite tra i banchi del Tribunale…
Non mi va di commentare quanto avvenuto, spetterà alla magistratura ricostruire le varie vicissitudini. Mi sento di dire soltanto che le battaglie politiche si fanno in consiglio comunale, non con i magistrati…
Ha ancora senso puntare sulla Forcora come impianto sciistico in inverno o sarebbe meglio riconvertirlo per utilizzarlo soprattutto in primavera e in estate?
Manca una vera e propria strategia turistica all’avanguardia. Sono innamoratissimo della Forcora, sono cresciuto lì da quando avevo dieci anni. Accanirsi con lo sci, ormai è conclamato, non paga. Ogni anno nevica sempre meno e l’impianto lo si apre una o due volte l’anno. Destagionalizzare l’offerta, senza realizzare impianti di innevamento, sarebbe fondamentale. Dovremmo riadattare l’impianto per un utilizzo estivo e per il trasporto di bici. Piccoli adattamenti senza costi folli. Inoltre bisogna alzare lo sguardo e vedere la Forcora non come un punto di arrivo, ma con punto di partenza per far conoscere la valle, le località, i sentieri e i borghi come Cadero, Armio e Biegno.
Come pensate di realizzare questo progetto?
Vogliamo proprio appaltare la gestione di questo servizio turistico, una strategia di marketing che possa valorizzare appieno piste ciclabili e pedonali attraverso un’infrastruttura con una rete di sentieri, realizzando una grande mappa di interesse per tutta la Valle con punti strategici tra cultura, storia, natura e ristoranti. Utilizzare i fondi Interreg, guardando al confine con il Gambarogno, per scoprire la Veddasca, sarà prioritario.
Qual è il tuo parere sulla lista “Idea Comune” con candidato sindaco Davide Compagnoni?
Bene o male conosco tutti, abbiamo un rapporto di cordialità che spero continui per tutta la campagna elettorale. Loro si presentano per la terza o quarta volta con lo stesso gruppo, noi siamo quelli nuovi davvero. Spero che i cittadini ne terranno conto.
Nel caso venissi eletto, quali saranno le prime tre cose che farai nei primi 100 giorni?
Senza dubbio mettere la testa sulla manutenzione del Comune e risolvere le scadenze con le cooperative, soprattutto negli ex Comuni. Vogliamo studiare il progetto della Val Veddasca e dare avvio a questo nuovo disegno, così come vogliamo fare per il nuovo pontile turistico a Maccagno Inferiore, dove chiunque potrà parcheggiare lì la propria imbarcazione, stare in paese 3-4 ore per visitare il borgo, pranzare o godersi il nostro lago. Lo faremo grazie ad interventi finanziati da Regione Lombardia al 50%, un’opportunità che bisogna cogliere e sfruttare. Un altro aspetto da sviluppare e studiare bene sarà quello del green.
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