L’imposta di soggiorno arriva a Maccagno con Pino e Veddasca, grazie all’ok in consiglio comunale all’introduzione (e al relativo regolamento) del tributo a carico di chi soggiorna o pernotta nelle strutture ricettive del paese.
L’imposta sarà in vigore dal primo marzo 2026. «Non si tratta di una scelta improvvisata né di una decisione calata dall’alto – ha spiegato l’assessore Andrea Sbernini prima del voto in aula consiliare – Abbiamo trattato questo tema già lo scorso anno, all’interno della Commissione Commercio, ascoltando operatori e associazioni di settore».
L’amministrazione comunale ha scelto un approccio prudente in merito alle tariffe. Quelle approvate sono «volutamente contenute – ha aggiunto l’assessore – e le più basse rispetto a quelle adottate dagli altri Comuni turistici del nostro territorio». Motivo? «Non vogliamo penalizzare le attività, ma allo stesso tempo siamo dell’idea che chi soggiorna a Maccagno debba contribuire in maniera proporzionata al mantenimento dei servizi di cui beneficia». Gli introiti derivanti dall’imposta verranno investiti in turismo, valorizzazione dei beni culturali e ambientali, accoglienza, decoro ed efficienza dei servizi pubblici locai. In altre parole, ha assicurato Sbernini, resteranno sul territorio di Maccagno.
Le tariffe: un euro a persona (e per pernottamento) per gli alberghi a 1, 2 e 3 stelle; un euro per case e appartamenti vacanza, e per bed and breakfast; 0,70 euro per campeggi e altre strutture ricettive all’aria aperta, oltre che per le attività di agriturismo. Sono previste esenzioni per minori, persone con disabilità, forze dell’ordine e persone che soggiornano per motivi di servizio o per emergenze. Sul sito istituzionale del Comune è stata creata una sezione dedicata all’imposta, dove i gestori delle strutture accederanno con identità digitale per comunicare il numero di ospiti ricevuti.
«Parallelamente è stato avviato un percorso di collaborazione con la Camera di Commercio di Varese e con la Fondazione Varese Welcome – ha aggiunto Sbernini – Il Comune è entrato come socio di partecipazione nella Fondazione, una scelta strategica che rafforza il nostro ruolo nella governance turistica della provincia».
Il piano per introdurre l’imposta non ha convinto il gruppo consiliare d’opposizione Idea Comune che ha espresso voto negativo dopo l’intervento del consigliere Massimo Colosio: «Gli uffici comunali avrebbero dovuto effettuare indagini preliminari e verifiche sulle attività non ancora registrate al Suap (Sportello unico per le attività produttive, ndr) e conseguentemente non regolari. Si tratta di indagini non semplici, ma crediamo sia compito dell’amministrazione comunale garantire equità nell’imposizione tributaria e patrimoniale. L’imposta di soggiorno graverà su coloro che diligentemente hanno rispettato tutti gli adempimenti amministrativi, mentre i presunti irregolari continueranno a beneficiare della loro posizione».
Per il sindaco Vargiu sarà invece l’attività di tracciamento tramite la sezione del sito web comunale dedicata all’imposta a consentire un maggior monitoraggio. Il sindaco, nel rispondere a un’altra critica sollevata dalla minoranza, ha inoltre spiegato che l’utilizzo del portale da parte dei gestori di strutture ricettive sarà basato su una interazione semplice che non creerà problemi alle persone meno abituate all’utilizzo di strumenti informatici. Nel mese di gennaio, comunque, verranno organizzati degli incontri informativi con gli operatori del settore.
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