La situazione smog in Lombardia è ancora critica, specialmente nelle aree della Pianura Padana: i dati della qualità dell’aria rilevati dalle stazioni della rete di Arpa Lombardia il 19 febbraio hanno infatti confermato il perdurare della situazione di superamento della soglia giornaliera di 50 µg/m3 di PM10 prevista dalla normativa vigente in gran parte delle centraline lombarde.
Mentre le stazioni di Varese in via Copelli con 48 µg/m3 e quelle situate nella fascia alpina (tra cui Sondrio con 35 µg/m3) hanno fatto registrare valori inferiori alla soglia, tutti gli altri capoluoghi hanno visto concentrazioni più alte: in ordine, in testa c’è Lodi con 130 µg/m3, seguita da Pavia con 125 µg/m3, Milano con 122 µg/m3, Mantova con 118 µg/m3, Monza con 111 µg/m3, Cremona con 102 µg/m3, Brescia con 93 µg/m3, Bergamo con 87 µg/m3, Como con 59 µg/m3 e Lecco con 56 µg/m3 .
Dati che dimostrano, per Arpa Lombardia, l’importanza delle condizioni meteorologiche della Pianura Padana, che hanno determinato un ristagno delle emissioni nei bassi strati atmosferici nei giorni scorsi.
Anche nella giornata odierna non sono previsti cambiamenti significativi, ma se le previsioni meteorologiche saranno confermate, con l’arrivo del maltempo un miglioramento sarà possibile a partire dalla giornata di domani, giovedì 22, con un cambiamento ancora più importante venerdì 23 febbraio.
Le criticità che si stanno riscontrando in questi giorni, con condizioni meteorologiche spesso sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti a causa dell’orografia del territorio sommate alla presenza di tutte le sorgenti più importanti (traffico, riscaldamento, in particolare se a legna, industria, ma anche agricoltura con lo spandimento dei liquami di origine zootecnica), è tipico di questo periodo.
«Le Alpi e gli Appennini – spiega Arpa – chiudono la Pianura Padana su tre lati determinando la velocità del vento tra le più basse d’Europa, con la formazione di frequenti inversioni termiche notturne. Si crea così una situazione in cui le emissioni di tutto il bacino ristagnano con valori di concentrazione di particolato elevati e omogenei in tutto il territorio». A inizio 2023, le precipitazioni di gennaio e diversi episodi di Foehn a febbraio avevano evitato il verificarsi di questa situazione, «che è purtroppo frequente in questi primi mesi. Ciò che sta avvenendo – chiosano dall’Agenzia Regionale – è confrontabile in linea generale con quanto rilevato gli anni scorsi e migliore di quanto si misurava cinque, dieci o vent’anni fa».
I dati raccolti e forniti, aggiungono inoltre da Arpa, «sono frutto di valutazioni effettuate seguendo metodi e norme riconosciute e condivise. Quando vengono proposte classifiche sulla qualità dell’aria si rischia spesso di diffondere informazioni non corrispondenti a quanto si può affermare attenendosi alla normativa. Chiariamo quindi ancora una volta che Arpa Lombardia certifica i propri dati, sulla base di strumentazione conforme alla normativa di riferimento e mediante appositi programmi di assicurazione e controllo di qualità. I siti dove sono posizionate le centraline sono scelti per essere rappresentativi della reale esposizione della popolazione».
L’Agenzia elabora le proprie statistiche e pubblica i propri report sulla base dei periodi di valutazione previsti dalla legge, ecco perché, concludono i vertici, «la classifica citata in questi giorni, tratta dal sito IQuair.com (dove Milano era stata inserita al terzo posto fra le città più inquinate al mondo, ndr) fa riferimento a dati orari che cambiano di ora in ora, con la conseguenza di produrre un elenco variabile a seconda del momento in cui lo si guarda. Lo stesso sito, a titolo di esempio, quando riporta le medie sul lungo periodo, colloca il capoluogo lombardo al 531esimo posto. Ancora più importante è sottolineare che spesso alcuni di questi siti considerano nelle proprie valutazioni sia i dati ufficiali provenienti da misure certificate come quelle di Arpa Lombardia sia quelli provenienti da altre misure, effettuate con strumentazione che può essere anche molto diversa e non equivalente a quella prevista dalla normativa».
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