La distanza di almeno un chilometro tra l’ultimo cartello che avvisa della presenza dell’autovelox e l’apparecchio stesso non è stata rispettata. Dunque la multa è da annullare.
Il verdetto è arrivato nei giorni scorsi dalla Corte di Cassazione e riguarda una causa che era stata avviata da un automobilista nei confronti dell’Unione dei Comuni del territorio dove era scattata la sanzione: 550 euro di multa più la perdita di punti.
La notizia pubblicata da Italia Oggi è stata in seguito rilanciata da numerose testate nazionali, data la rilevanza della decisione presa dai giudici, che potrebbe ora favorire numerosi altri ricorsi. La distanza minima di un chilometro riguarda solo il primo avviso, aveva sostenuto l’Unione, ma i giudici hanno rigettato la tesi.
A inizio anno un’altra decisione della Cassazione, in merito agli autovelox, aveva fatto discutere: l’annullamento di una multa emessa a carico di un automobilista in una zona dove non erano presenti le caratteristiche della “strada a scorrimento veloce“: requisito per poter installare un autovelox automatico.
© Riproduzione riservata





Vuoi lasciare un commento? | 0