Due interrogazioni sono state presentate nelle ultime settimane dal gruppo consiliare di Centrosinistra di Laveno Mombello, con l’obiettivo di ricevere risposte dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luca Santagostino, in merito al servizio garantito dai medici di base a Mombello e ai servizi del personale educativo.
«Lo scorso 8 febbraio – hanno scritto in un post pubblicato su Facebook -, abbiamo presentato come gruppo consiliare Centrosinistra una mozione per richiedere all’amministrazione comunale di incentivare con gli strumenti a propria disposizione l’apertura di nuovi ambulatori per i medici di base in particolare nella frazione di Mombello».
«A partire da gennaio ormai un solo medico di famiglia del Distretto di Cittiglio riceve a Mombello e la richiesta all’amministrazione comunale di assumere un’iniziativa in questo senso si è resa a nostro parere necessaria per fare in modo che, soprattutto la popolazione più anziana di una frazione popolosa come Mombello, possa evitare di doversi spostare in altre parti del Comune», vanno avanti gli appartenenti alla minoranza.
«Come nella proposta da noi depositata, una strada può essere individuata nell’utilizzo a condizioni vantaggiose dei locali affidati alla Laveno Mombello Srl, considerata anche la presenza della farmacia comunale in Piazza del Carroccio – proseguono -. Il Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale prevede che le mozioni debbano essere discusse entro 45 giorni dalla loro presentazione a protocollo. Riteniamo il mancato rispetto dei termini regolamentari, come in questo caso, innanzitutto un atto di scarsa attenzione nei confronti delle minoranze da parte di Civitas».
«Non avremmo “preteso” la convocazione ad hoc di una seduta consiliare per discutere la mozione (né la pretendiamo oggi), ma avremmo gradito che il sindaco Santagostino e la sua maggioranza avessero tenuto conto di quanto dispone il regolamento anche solo per concordare una calendarizzazione della discussione degli atti legati al diritto di iniziativa dei consiglieri, essendo tra l’altro attualmente in attesa di essere discusse in Consiglio due mozioni e due interrogazioni a nostra firma. L’ennesima occasione persa», affermano ancora.
L’altra interrogazione, invece, presentata ad inizio aprile, riguarda il personale educativo da garantire per le persone portatrici di disabilità. «In accordo con l’altro gruppo di minoranza – vanno avanti ulteriormente i consiglieri di Centrosinistra -, quest’altra interrogazione è stata presentata affinché l’amministrazione si impegni a fornire un supporto educativo scolastico e domiciliare più sostanzioso e di conseguenza efficace alle famiglie».
«Soprattutto nei casi di certificazione che ne attesti la particolare gravità – continuano ancora -, in modo che gli stessi abbiano un monte ore minimo settimanale di educativo pari a 6 ore, a partire dalla frequenza della Scuola dell’Infanzia, come previsto nel Piano Educativo individualizzato. È un documento previsto dalle leggi della Repubblica Italiana, al fine di programmare il piano educativo di un alunno con disabilità, favorirne l’inclusione e promuoverne al massimo livello le potenzialità. Tale supporto è fondamentale per guidare il bambino verso una sempre maggiore integrazione sociale all’interno di un percorso educativo condiviso, che sfrutti al massimo le sue potenzialità».
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