Varese | 22 Marzo 2023

Siccità nel Varesotto, in Prefettura la riunione del Tavolo provinciale di confronto

Tanti i punti affrontati nel corso dell’incontro tra il Prefetto Pasquariello e i rappresentanti di Regione, Provincia e società idriche. Fondamentale anche la sensibilizzazione dei cittadini

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Lo scorso 14 marzo si è tenuta presso la Prefettura di Varese una riunione del neo costituito “Tavolo di confronto” presieduta dal Prefetto, Salvatore Pasquariello, per esaminare la situazione di criticità idrica che sta caratterizzando tutta provincia, dovuta al perdurare dello stato di siccità, e condividere le misure preventive da adottare a livello locale per mitigarne gli effetti.

La riunione ha visto la partecipazione dei rappresentanti della Direzione Generale Enti Locali, Montagna e Piccoli Comuni di Regione Lombardia, dell’Ufficio Territoriale Regionale Insubria (sede di Varese), del settore Ambiente e Servizio Idrico della Provincia di Varese, del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di ATS Insubria, dell’ATO (Ufficio Ambito Territoriale Ottimale), della società Alfa Servizi, della società Lereti Spa e della società Acinque Spa.

Nel corso dell’incontro è stata esaminata la situazione idrica della provincia caratterizzata da una drastica riduzione delle precipitazioni sul territorio (- 70% nel 2022 rispetto alla media degli ultimi 40 anni) e sono state analizzate le azioni in corso da parte degli Enti Gestori (piano di manutenzione delle reti, potenziamento della rete idrica) nonché il piano delle azioni correttive e di quelle che potranno essere attuate nella fase pre-emergenziale e nella fase emergenziale.

Azioni correttive

– analisi delle porzioni di rete interessate da problematiche e ricerca perdite per minimizzare le dispersioni tramite analisi dei sistemi di telecontrollo;
– ottimizzazione dell’utilizzo dei volumi di compenso e stoccaggio mediante operazioni di regolazione degli organi di manovra presenti in rete;
– recupero e messa in esercizio con ammodernamento idraulico di sorgenti non più utilizzate o di proprietà di privati;
– realizzazione di interconnessioni;

Azioni pre-emergenziali:

– richiesta di ordinanze comunali di riduzione dell’utilizzo della risorsa idrica per scopi non idropotabili;
– limitazione della fornitura idrica in orario notturno;
– limitazione della fornitura idrica in orario diurno;

Azioni emergenziali

– istituzione servizio di trasporto con autobotti per i Comuni che dovessero trovarsi in grave carenza idrica;
– istituzione servizio di distribuzione di sacchetti di acqua potabile (per tale servizio è stata richiesta la collaborazione dei sindaci in qualità di autorità di Protezione civile).

Quel che il Prefetto sottolinea, però, è che qualsiasi iniziativa posta in essere per mitigare gli effetti dell’attuale carenza idrica deve essere accompagnata da un’azione rivolta a sensibilizzare i cittadini a un uso più sostenibile e rispettoso dell’acqua: l’Agenda 2030, programma di azione delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, pone infatti il tema dell’acqua accessibile a tutti e sicura per l’umanità come sesto grande obiettivo.

Nel corso dell’incontro del 14 marzo sono stati esaminati anche i possibili rischi sanitari connessi all’attuale situazione di crisi idrica, nonché le azioni da intraprendere per una corretta gestione.

Le indicazioni del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di ATS Insubria specificano che i possibili rischi potrebbero essere dovuti a una concentrazione di agenti inquinanti chimici e microbiologici nell’acqua e l’Agenzia di Tutela della Salute, attraverso la Struttura Complessa Igiene Alimenti e Nutrizione del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria, rimane quindi il riferimento tecnico-scientifico in materia di qualità delle acque destinate al consumo umano, sia per i sindaci che per i gestori del Servizio Idrico Integrato.

Per questo, con lo scopo di garantire agli utenti la fornitura di acqua sicura sotto il profilo igienico-sanitario, la Prefettura ha confermato il ruolo di ATS nella gestione dei controlli esterni e nella disponibilità alla consueta collaborazione, quale organo tecnico, anche attraverso l’istituzione di tavoli ad hoc per la gestione dell’emergenza idrica e un’altrettanta disponibilità a supporto dei sindaci per l’eventuale adozione di ordinanze con cui contrastare la siccità. In quest’ultimo caso ai Comuni viene richiesto di inviare le ordinanze già emesse o che verranno emesse in futuro all’indirizzo mail protocollo@pec.ats-insubria.it.

Oltre a ciò, la Prefettura ha richiesto di effettuare anche la valutazione del rischio degli acquedotti gestiti, aumentare le frequenze di monitoraggio in zone ad alto rischio (eventualmente verificando il panel degli agenti patogeni ricercati, quali ad esempio Norovirus) ed effettuare una ricognizione di eventuali pozzi da asseverare a uso idropotabile, utilizzabili previa autorizzazione degli enti competenti. Utile anche la verifica dei sistemi di allerta per la siccità in relazione, in particolare, alle comunità turistiche o alle strutture collettive con presenza di ospiti fragili.

Inoltre, è stato anche evidenziato che l’aumento dello stress da siccità può incoraggiare pratiche di stoccaggio dell’acqua a livello domestico con possibile abnorme proliferazione di insetti che potrebbero agire come vettori di patologie infettive (es. zanzare urbane per il virus della Dengue e della Chikungunya). A tal proposito si richiama l’importanza di adottare ogni misura utile alla prevenzione di tale possibile rischio, ad esempio svuotando regolarmente (almeno settimanalmente) i bidoni per l’irrigazione, chiudendoli ermeticamente o coprendoli con una rete a maglia fine (zanzariera).

Da ultimo, la Prefettura ricorda che la temporanea chiusura di fontane può associarsi al rischio legionella, batterio che si sviluppa soprattutto in ambienti umidi e tiepidi o riscaldati (come i sistemi di tubature, i condensatori e le colonne di raffreddamento dell’acqua). È importante ricordare al riguardo che legionella cresce nei sistemi idrici a concentrazioni che possono causare infezioni quando il flusso nel sistema idrico è scarso o assente e, per le fontane, il rischio deve essere adeguatamente considerato anche in occasione della loro riapertura dopo periodi di fermo.

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