Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata alla nostra redazione dal lavenese Alberto Morandi, che esprime la propria gratitudine nei confronti della senatrice a vita Liliana Segre, raccontando nel dettaglio quanto riferito dalla sopravvissuta ad Auschwitz in occasione della consegna della laurea “honoris causa” in Scienze filosofiche dalla prestigiosa Università di Bologna.
Egregio Direttore,
Il 3 marzo scorso la Senatrice Liliana Segre, sopravvissuta al campo di sterminio nazista di Auschwitz, ha ricevuto la laurea “honoris causa” in Scienze filosofiche dalla prestigiosa Università di Bologna, ricordando il marito che, come altri 600.000 militari italiani prigionieri dei nazisti, fu deportato in Germania poiché rifiutò di aderire alla repubblica fascista di Salò.
Il Rettore ha affermato che tale riconoscimento accademico costituisce un atto di gratitudine di tutta la comunità universitaria per l’opera di memoria e per la sollecitazione civile e morale non solo come testimone di un atroce passato ma come guida nel presente.
La Senatrice Segre ha ricordato il difficile percorso, dopo essere sopravvissuta allo sterminio nazista, per completare gli studi al liceo classico: “Trovai nello studio una ragione di vita. Quando decisi di diventare testimone mi sforzai sempre di trasmettere ai ragazzi il senso della necessaria unità di memoria e realtà, di storia e vita. È scritto anche nella motivazione della laurea: sempre la scienza e la conoscenza vanno messe al servizio della vita concreta degli individui e della società», citando un profondo pensiero di Immanuel Kant, “Due cose mi riempiono l’animo di ammirazione e di venerazione, il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me”, e affermando che “Io immagino gli internati sotto i cieli stellati della Germania e della Polonia che guardavo anche io, o ai partigiani e al cielo stellato sopra le montagne. Erano giovani che si liberarono dell’indottrinamento fascista perché seguirono Kant, cioè la legge morale”.
Questa grande donna, chiaro e alto esempio umano, morale, civile e istituzionale per tutto il nostro Paese e per tutti noi, da sempre sensibile nei confronti degli “altri” in difficoltà, in una società spesso interessata solo all’arido profitto economico da conseguire a qualsiasi costo umano e offuscata dalla vuota indifferenza nei confronti degli “altri” esseri umani e del Bene comune, ha avuto il grande coraggio e la grande forza di testimoniare la terribile tragedia umana vissuta personalmente dello sterminio razziale perpetrato in tutta Europa dai nazisti nei confronti delle “razze inferiori” durante la tremenda guerra mondiale, ricordando sempre, soprattutto ai giovani, che occorre riaffermare con la forza della cultura che la conoscenza della nostra storia è necessaria per impedire che si ripetano gli errori e gli orrori del passato, anche come cittadini di una società, infatti “Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro” (Luis Sepulveda).
La cultura, la conoscenza e la ragione costituiscono il rimedio contro il risorgere in tutta Europa di pericolosi movimenti estremisti neonazisti e dell’estrema destra sovranista e razzista privi di ogni cultura i quali, per ignoranza e contro ogni evidenza, negano ancora la realtà storica dei campi di sterminio nazisti, non sapendo che durante il processo di Norimberga il gerarca nazista Hermann Goering, dopo aver visto gli orrori ripresi nei filmati realizzati dai militari angloamericani nei campi di sterminio, non negò l’esistenza di questi campi, asserendo che i comandanti di tali campi avevano applicato troppo rigidamente gli ordini ricevuti, che Rudolf Hoess, comandante del terribile campo di sterminio di Auschwitz, affermò che durante il suo comando solo ad Auschwitz furono uccise nelle camere a gas due milioni e mezzo di persone poiché aveva dovuto obbedire agli ordini ricevuti e che anche Adolf Eichmann, uno dei maggiori responsabili dell’organizzazione dello sterminio degli ebrei, quando venne processato a Gerusalemme non negò l’avvenuta “Shoah”, sostenendo di aver dovuto obbedire agli ordini ricevuti.
Dobbiamo ricordarci sempre degli orrori inumani commessi da uomini accecati da una nefasta ideologia che per ignoranza insegna soltanto a odiare altri esseri umani solo per la loro diversità di pensiero e di cultura o di nascita, poiché la stessa Liliana Segre ci ricorda che “La memoria è un antidoto contro il razzismo”.
Esprimo alla senatrice Segre tutta la mia più sentita e più viva solidarietà umana per le gravi e vili minacce ricevute da fanatici estremisti di destra e “no-vax”, persone culturalmente misere e ignoranti, nonché il mio più vivo ringraziamento per la sua coraggiosa e importantissima testimonianza dell’orrore vissuto quale impegno culturale, civile e sociale poiché la Conoscenza del nostro tragico passato rappresenta la possibilità di unire gli uomini e i popoli e di superare le loro diversità sociali, culturali e politiche attraverso la Cultura infatti senza la Cultura non ci può essere alcuna Civiltà né alcuna Società umana, affinché la luce della Conoscenza e della Ragione possa aiutare la nostra fragile società ad aprire e ad arricchire le menti e gli animi e a superare il buio del nostro egoismo personale e della nostra arida indifferenza con il rispetto degli “altri”; “Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, (…) Meditate che questo è stato” (Primo Levi).
Colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti.
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