Ieri, venerdì 10 febbraio, anche la comunità di Marchirolo si è unita per inaugurare un cippo donato dal Gruppo Alpini, nella Giornata del Ricordo dei martiri delle foibe.
Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92. Una ricorrenza che vuole “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.
Hanno presenziato a questo speciale avvenimento svolto accanto alle scuole secondarie di primo grado i sindaci delle valli, il rappresentante di Provincia di Varese Michele Di Toro, il senatore Alessandro Alfieri e, successivamente, appena finita la celebrazione, è intervenuto anche il deputato Andrea Pellicini.
Come ricordato dal sindaco di Marchirolo Emanuele Schipani nel discorso cerimoniale, «abbiamo un dovere alto, che non è solo dovuto ad una legge votata a larghissima maggioranza nel 2004, che è quello di non tacere questo pezzo di storia per molti anni ignorato, rimosso o addirittura negato».
Il percorso che ha condotto all’istituzione del Giorno del Ricordo è stato lungo e faticoso, frutto dell’abnegazione con cui le associazioni degli esuli, i loro discendenti, letterati, storici e intellettuali hanno alzato per anni la loro voce contro l’indifferenza: questo è stato ricordato anche ai ragazzi presenti davanti al cippo commemorativo con i loro insegnanti, nello spiegare l’atrocità delle foibe, di un sistema di morte e tortura assieme.
«Su questi fatti vi sia sempre spazio per la restituzione corretta della ricostruzione storica che è doverosa», ha chiesto il primo cittadino, il quale ha rammentato come le vittime delle foibe debbano sempre essere un monito autentico perché le persecuzioni e gli esodi siano considerati un dramma. «Chiediamo di ricordare con pacificazione, ma con severità e consapevolezza, un episodio tremendo della nostra storia, ha detto, chiediamo di evitare le parole che dividono e le strumentalizzazioni. Lavoriamo assieme, anche nelle piccole comunità come la nostra per creare un orizzonte di speranza nel quale non c’è posto per l’estremismo nazionalista o per gli odi razziali».
Sia dunque questo il monito del Giorno del Ricordo, con le parole di un Presidente della Repubblica che commemorò nel 2009 questi fatti atroci, Giorgio Napolitano: «Se le ragioni dell’unità non prevarranno su quelle della discordia – disse il Capo dello Stato – se il dialogo non prevarrà sul pregiudizio, niente di quello che abbiamo faticosamente costruito potrà essere considerato per sempre acquisito. E a subirne l’oltraggio sarebbe in primo luogo la memoria delle vittime delle tragedie che ricordiamo oggi e il cui sacrificio si rivelerebbe vano».
Marchirolo, con questa pietra, ricorda tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra.
«L’augurio più sincero – conclude il primo cittadino – è che in un contesto geopolitico complesso come quello attuale, con presenti ancora conflitti vicino alle nostre latitudini, dove confini di stato sono ancora oggi contesi tra le nazioni, non si ripetano mai più atrocità come quella delle Foibe che oggi ricordiamo, e che l’amore per il prossimo e la fratellanza tra i popoli faccia cessare ogni violenza, ogni malvagia pretesa e ogni aggressione, nel rispetto dei diritti, delle libertà e della pace di tutti i popoli del mondo».
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