Una cerimonia dall’aspetto semplice, ma sentito, quella con cui, questa mattina, Luino ha commemorato le vittime dei massacri delle foibe e gli esuli giuliano-dalmati.
Il Giorno del Ricordo ha visto le autorità cittadine – amministratori e rappresentanti delle forze dell’ordine – radunarsi a Palazzo Serbelloni, insieme a una piccola delegazione di studenti delle classi 3A e 3D delle medie dell’Istituto Comprensivo “B. Luini”, per un breve momento celebrativo dinanzi alla stele dedicata proprio agli italiani brutalmente uccisi dai partigiani jugoslavi di Tito dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Il sindaco Enrico Bianchi, accompagnato dalla vicesindaca Antonella Sonnessa, dal presidente del consiglio comunale Fabrizio Luglio e dall’assessora ai Servizi Sociali Elena Brocchieri, ha scelto di leggere un breve resoconto storico del processo che ha portato alla legge con cui è stata istituita la giornata e una considerazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che definisce quanto avvenuto in quegli anni «una pagina strappata nel libro della nostra storia».
Dal momento che nel 2024 cadrà il ventesimo anniversario dell’istituzione del Giorno del Ricordo, il primo cittadino ha anticipato l’intenzione di organizzare delle celebrazioni più estese e che coinvolgano in misura maggiore la cittadinanza e le scuole nell’onorare una ricorrenza «molto importante per tutto quello che riguarda la riconciliazione di questo Paese».
La mattinata si è conclusa con la deposizione di una corona commemorativa ai piedi della stele di fronte al municipio e di un’altra al Parco a Lago, laddove è stata apposta la targa che lo intitola a Norma Cossetto, osservando infine un minuto di silenzio in memoria di tutte le vittime.
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