“Laghi di frontiera” è una definizione che rende immediatamente l’idea di specchi d’acqua condivisi tra Italia e Svizzera, come nel caso del lago Maggiore e del lago Ceresio.
Una condivisione che, però, resta pressoché ferma all’aspetto geografico, perché se si guarda al turismo, come sottolinea il candidato consigliere regionale maccagnese Stefano Sist, « il lago resta una via di comunicazione sotto-utilizzata e i pochi operatori professionali denunciano l’inefficacia del trasporto lacuale».
«Orari incomprensibili sia per il cittadino sia per i turisti, rotte poco comprensibili e non pensate per promuovere il territorio, incertezza di anno in anno su quale sarà il prossimo orario estivo, una politica di tariffazione antiquata, poco incentivante e non integrata con gli altri sistemi di mobilità» sono alcune delle criticità sottolineate dall’imprenditore che fa parte della squadra di Azione-Italia Viva a sostegno di Letizia Moratti come nuova presidente della Regione.
La risposta a ciò, per Sist, sta nel prendere a modello il TiLO, «un modello di efficienza nel trasporto locale tra Italia e Svizzera».
È giunta l’ora – sostiene il candidato consigliere del Terzo Polo – che la Lombardia per prima cosa regionalizzi questo tipo di trasporto, oggi governativo, sul modello già in essere per i trasporti locali ferroviari e poi crei le condizioni di replicare una simile joint venture. Un TiLO dei laghi è un progetto su cui puntare per abilitare l’accesso reciproco alle tante attrazioni e fluidificare i trasferimenti fra le diverse località».
«La consapevolezza che la mobilità lacuale è intrinsecamente un’esperienza turistica può e deve essere organizzata e valorizzata in aderenza alle politiche locali», conclude Sist.
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