Come previsto già sin dalla giornata di ieri, questa mattina un rocciatore ha effettuato alcuni controlli sulla parete da cui giovedì mattina si sono staccati oltre un migliaio di metri cubi di roccia, costringendo i residenti di uno dei due condomini di via Creva, a Luino, a lasciare le proprie abitazioni, dichiarate inagibili in seguito allo smottamento e ai conseguenti rischi per la sicurezza.
Quel che si è potuto effettuare finora, sotto la supervisione del geologo Fabio Meloni, sono solo operazioni di ispezione del versante e delle masse instabili che sono rimaste attaccate, operando qualche piccolo disgaggio, come si può vedere anche dai video riportati al termine dell’articolo.
Procedere con un disgaggio più profondo su volumi molto grossi potrebbe infatti danneggiare il condominio, dal momento che le barriere paramassi si sono rotte: occorrerà quindi capire come limitare i danni sul fabbricato, proseguendo con la valutazione delle fratture esistenti nella roccia, per poi cercare di arrivare a un dunque sulle azioni da intraprendere per la messa in sicurezza.
Le criticità in questo senso ci sono e non solo dal punto di vista prettamente pratico, ma anche da quello legale, dato che, tranne la barriera che era stata realizzata dal genio civile, si tratta di un’area privata.
Lunedì 9 gennaio si terrà una riunione fra Comune, Provincia e Regione, a cui parteciperanno anche le forze dell’ordine e i vigili del fuoco, per definire insieme l’operatività futura sia per le varie opzioni in campo sia per i tempi necessari: «È tutto da definire e piuttosto complicato – commenta il sindaco Enrico Bianchi – Occorrerà pensare, ad esempio, a come alloggiare le persone che provvisoriamente si trovano dai parenti o in albergo: se la situazione andrà per le lunghe dovremo trovare un modo insieme a tutti gli attori coinvolti».
«Fortunatamente dopo la frana di aprile – rimarca in conclusione il primo cittadino – è stata effettuata la pulizia del vallo, altrimenti le conseguenze sarebbero state ben peggiori».
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