Dopo il primo appuntamento con la rubrica “Gli appunti di Giorgia”, in cui il presidente del Consiglio ha spiegato le misure in termini di tetto al contante e soglia per i pagamenti tramite Pos, arriva l’intervento di Fabrizio Balassone, capo del servizio Struttura economica del Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia.
Tetto al contante, pagamenti elettronici ed evasione fiscale
Balassone, in audizione alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla manovra economica per il triennio 2023-2025, è intervenuto sulla questione Pos e contanti ribadendo come limitare l’utilizzo del contante e permettere il tracciamento delle transazioni rappresentino degli strumenti significativi per la lotta a condotte illecite ed evasione fiscale.
«A livello europeo, mentre in alcuni paesi (tra i quali la Germania) non è prevista alcuna soglia massima per l’ammontare delle transazioni in contanti – spiega Balassone -, in altri sono previsti tetti inferiori a quello indicato nel disegno di legge (cinquecento euro in Grecia, mille in Francia e in Spagna, tremila in Belgio)».
«Come già ricordato in passato, i limiti dell’uso del contante, pur non fornendo un impedimento assoluto alla realizzazione di condotte illecite, rappresentano un ostacolo per diverse forme di criminalità ed evasione. In particolare, negli ultimi anni sono emersi studi che suggeriscono che soglie più alte favoriscono l’economia sommersa; c’è inoltre evidenza che l’uso dei pagamenti elettronici, permettendo il tracciamento delle transazioni, ridurrebbe l’evasione fiscale».
Pagamenti elettronici e Pnrr
Già nel 2019 l’Unione Europea aveva formulato delle Raccomandazioni specifiche per l’Italia, che suggerivano di “contrastare l’evasione fiscale, in particolare nella forma dell’omessa fatturazione, potenziando i pagamenti elettronici obbligatori, anche mediante un abbassamento dei limiti legali per i pagamenti in contanti“.
Suggerimento che, come specificato da Balassone, era incluso tra i traguardi del Pnrr per il primo semestre di quest’anno, mentre «le disposizioni in materia di pagamenti in contante e l’introduzione di alcuni istituti che riducono l’onere tributario per i contribuenti non in regola rischiano di entrare in contrasto con la spinta alla modernizzazione del Paese che anima il Piano nazionale di ripresa e resilienza e con l’esigenza di continuare a ridurre l’evasione fiscale».
Costi di sicurezza del contante
Balassone interviene anche sull’aspetto delle commissioni a carico degli esercenti per le transazioni tramite moneta elettronica, specificando come i pagamenti in contanti non siano esenti da costi interamente a carico dei commercianti.
«Con riferimento agli oneri legati alle transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici è opportuno ricordare che anche il contante ha costi legati alla sicurezza (come quelli connessi con furti, trasporto valori, assicurazione). Nostre stime relative al 2016 indicano che, per gli esercenti, il costo del contante in percentuale dell’importo della transazione è superiore a quello delle carte di debito e credito».
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