Roma | 4 Dicembre 2022

Meloni: «Soglia di 60 euro per Pos può essere più bassa, tetto al contante sfavorisce nostra economia»

La premier lo ha detto quest'oggi, in un lungo video pubblicato su Facebook, per il primo appuntamento della rubrica "Gli appunti di Giorgia"

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(AskaNews) Abbiamo innalzato il tetto al contante da mille a cinquemila euro «perché sfavorisce la nostra economia e crea problemi alla nostra economia perché siamo in un mercato Ue dove il tetto al contante funziona solo se lo hanno tutti. La Germania non ha un tetto al contante né l’Austria, ciò vuol dire che chi ha contante da spendere non viene a farlo in Italia».

Lo ha affermato oggi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un lungo video su Facebook, primo appuntamento della rubrica “Gli appunti di Giorgia”. Inoltre, Meloni ha affermato che, «negli ultimi 10 anni l’anno in cui si è registrato il più basso tasso di evasione è stato il 2010, quando il tetto al contante era di 5mila euro. E’ falso che la possibilità di usare moneta contante favorisca l’evasione”.

Per la premier è il contrario: «Più è basso il tetto al contante e più si rischia l’evasione perché se io non posso spendere legalmente delle somme, che ho per mille ragioni, tenderò a farlo in nero. Quindi più abbassi il tetto al contante più favorisci l’evasione, più fai salire il tetto meno favorisci l’evasione».

La presidente del Consiglio chiarisce anche sul tema riguardante il Pos per piccole somme. Sulla questione del pagamento elettronico il Governo sta valutando la possibilità di non obbligare i commercianti ad accettare i pagamenti elettronici per piccoli importi in modo da non penalizzare gli esercenti e per dare loro la stessa libertà di scelta su come pagare che hanno gli acquirenti.

«In Italia – premette Meloni – l’unica moneta a corso legale è il denaro contante stampato dalla Bce, è l’unica moneta con la quale non ci si può rifiutare di farsi pagare. La moneta elettronica è una moneta privata, ovviamente legale, gestita dalle banche. Questo significa che è un servizio e come tale ha un costo. Oggi quel costo è a carico del solo esercente, che paga una commissione e per questo guadagna di meno. Accettare il pagamento elettronico per importi così bassi incide tantissimo sull’esercizio di questi commercianti».

«Se il costo ricadesse sull’acquirente – è il ragionamento di Meloni – tutti pagherebbero col bancomat? Probabilmente no, molti sceglierebbero di pagare in contanti e io penso che questa libertà – sottolinea la premier – debba valere anche per l’esercente». Sull’obiezione che così si favorirebbe l’evasione, Meloni ha risposto infine che «da qualche anno in Italia abbiamo gli scontrini e se l’esercente non lo dà, lo si può pretendere».

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