Per il ritorno sui banchi di scuola è ormai questione di poche settimane e uno degli aspetti da tenere maggiormente in considerazione in vista della ripartenza è quello relativo alla diffusione del Covid-19.
A tale scopo il Ministero dell’Istruzione e l’Istituto Superiore di Sanità hanno predisposto alcuni documenti contenenti le principali indicazioni sulle strategie di mitigazione di un’eventuale recrudescenza delle infezioni da Sars-CoV2: l’obiettivo chiaramente espresso dal MIUR nel vademecum inviato alle scuole di ogni ordine e grado è infatti non più quello di contrastare l’epidemia, ma di moderarne la diffusione per contenere l’impatto sulla salute pubblica.
Tali indicazioni, nello specifico, hanno portato a definire alcune misure di prevenzione “di base” da applicare sin dall’inizio del nuovo anno scolastico – con lo scopo di garantire la frequenza in presenza e il minimo impatto sulle attività scolastiche – e a individuarne di ulteriori, da attuare solo in caso di peggioramento delle condizioni epidemiologiche.
I relativi documenti, per quanto riguarda i servizi educativi per l’infanzia gestiti dagli enti locali, da altri enti pubblici o dai privati e scuole dell’infanzia statali e paritarie a gestione pubblica o privata, sono stati pubblicati sul portale dell’ISS lo scorso 12 agosto. Una settimana prima, invece, sono stati resi disponibili sul medesimo sito quelli per tutte le istituzioni scolastiche del I e II ciclo, comprese le scuole paritarie e quelle non paritarie, i sistemi regionali di istruzione e formazione professionale e centri provinciali per l’istruzione degli adulti.
Una sintesi di quanto previsto al rientro in classe è contenuta nel sopracitato vademecum del Ministero, nel quale risalta in modo particolare lo stop alla didattica a distanza – o meglio, didattica digitale integrata – per gli alunni che risulteranno positivi al Covid-19: tale «normativa speciale per il contesto scolastico – si legge – cessa i propri effetti con la conclusione dell’anno scolastico 2021/2022».
La positività al Sars-CoV2 accertata, così come una sintomatologia compatibile con l’infezione e una temperatura corporea superiore a 37,5°C non consentiranno la permanenza degli alunni in classe, che potranno invece rimanere a scuola in caso di sintomi respiratori di lieve entità, senza febbre: per quanto riguarda le istituzioni del I e II ciclo, in quest’ultimo caso, gli studenti potranno frequentare in presenza indossando una mascherina FFP2 fino alla risoluzione dei sintomi.
Ulteriori misure di prevenzione indicate dal MIUR – che, come ribadisce il Ministero, rappresentano anche uno strumento utile per prevenire altre malattie infettive, ad esempio le infezioni da virus influenzale – consistono nelle ormai ben note pratiche di igiene delle mani e della cosiddetta “etichetta respiratoria”, nel ricambio frequente dell’aria e nella sanificazione periodica degli ambienti, a cui si aggiungono l’uso di mascherine FFP2 e protezioni per gli occhi per il personale e gli alunni fragili e a rischio di gravi conseguenze a causa dell’infezione.
Per chi contrae il Covid-19, il rientro in classe sarà possibile, come prevedono le attuali disposizioni in vigore in qualsiasi ambito, solo in seguito all’esito negativo di un test molecolare o antigenico al termine dell’isolamento.
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