Laveno Mombello | 18 Luglio 2022

«Scongiurare chiusura della Leggiuno SpA, Laveno promuova un confronto: ricadute su tutto il territorio»

I consiglieri di “Centrosinistra” invitano a istituire un tavolo unico con i Comuni limitrofi. «Chiediamo anche ai vertici dell’azienda se siano state valutate tutte le strade»

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Una vera e propria doccia gelata per i 140 dipendenti della Leggiuno S.p.A, storica azienda tessile del paese lacustre: lo scorso 12 luglio, infatti, tutti loro hanno appreso come, «dopo le dimissioni premature del precedente amministratore che hanno bloccato l’attività aziendale» i soci abbiano deciso di mettere in liquidazione l’impresa, ora di proprietà indiana.

A dare la comunicazione al personale dell’azienda è stato, tramite una lettera, lo stesso commissario liquidatore che, nella giornata di domani sarà autorizzato a versare gli stipendi del mese di giugno, mentre lunedì 25 dipendenti e sindacati incontreranno la controparte nella sede dell’Unione Industriali della Provincia di Varese, come si apprende da Varesenoi, che ha raccolto anche lo sfogo di alcuni lavoratori.

Una «situazione incomprensibile, così si mettono in mezzo a una strada 140 lavoratori e le loro famiglie», afferma infatti una dei dipendenti che non vogliono mollare: «Questa azienda è legata al nostro territorio, è un patrimonio di professionalità che non può essere disperso».

E al loro fianco hanno iniziato a schierarsi fin da subito anche le realtà istituzionali a partire dal Comune di Leggiuno, che si è immediatamente attivato «per approfondire la vicenda e per comprendere la possibile evoluzione, soprattutto sul piano occupazionale e sociale», mentre i consiglieri del gruppo “Centrosinistra” di Laveno MombelloPaola Sabrina Bevilacqua e Francesco Anania – hanno inviato una lettera aperta all’amministrazione lavenese per chiedere la promozione «di un tavolo unico con i Comuni limitrofi, colpiti dalla liquidazione della Leggiuno S.p.A, per analizzare e affrontare congiuntamente la situazione, nonché per intraprendere un’azione comune presso tutte le sedi istituzionali».

La messa in liquidazione dell’azienda, commentano i due consiglieri, è «una decisione grave e inattesa con ricadute sull’intero territorio, visto il numero di lavoratori interessati e conseguentemente di famiglie coinvolte»: da qui, dunque, l’appello a «una mobilitazione dei nostri Consigli comunali per far arrivare al Governo un messaggio unanime, affinché intervenga per scongiurare la chiusura dell’ennesima attività produttiva in un territorio povero di opportunità di lavoro come quello dei comuni dell’Alto Varesotto».

Ma non solo: «Allo stesso modo – proseguono Anania e Bevilacqua – chiediamo ai vertici della Leggiuno S.p.A. se siano state valutate tutte le strade possibili per scongiurare una scelta tanto drastica, tenuto conto della presenza di ordini lavorativi che avrebbero coperto il periodo fino a dicembre e di quelli che si è dovuti respingere dopo la decisione della proprietà. Nel frattempo – concludono – esprimiamo la massima solidarietà ai nostri concittadini coinvolti e a tutti i lavoratori, che sono sprofondati in un baratro, psicologico prima ancora che economico, a pochi giorni dall’inizio delle ferie estive».

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