«Le mozioni hanno un valore costruttivo, vengono fatte nell’interesse della collettività. Quello che è successo in Consiglio comunale non deve far venire meno l’accezione positiva di questo importante strumento».
Con queste parole il consigliere luinese di Sogno di Frontiera, Franco Compagnoni, interviene nel dibattito sollevato dal caos che ha fatto seguito alla bocciatura, durante l’ultimo Consiglio comunale, della mozione proposta dal collega della minoranza Furio Artoni per rilanciare il Parco Margorabbia con un progetto dedicato allo sport.
Toni distensivi dopo l’animato botta e risposta in assemblea, a Palazzo Serbelloni, a margine del quale lo stesso Artoni ha comunicato la decisione di dimettersi dalle cariche ricoperte nelle Commissioni consiliari. Ma anche un messaggio, rivolto da Compagnoni ad Artoni, che è ora intenzionato a rinunciare alla carica di presidente della Commissione Bilancio e a quella di vice presidente della Commissione Territorio: «Furio, ripensaci».
Passo indietro. E ricostruzione del contesto in cui è maturata la scelta del capogruppo di “Azione civica per Luino e Frazioni” di farsi da parte, almeno per quanto concerne i propri ruoli ai tavoli in cui vengono preparati gli atti poi destinati al confronto e alla successiva votazione in Consiglio comunale. Da una mozione – quella sulla riqualifica del Parco Margorabbia, cominciando dalla realizzazione di una nuova piattaforma sportiva – condivisa da maggioranza e minoranza proprio in Commissione, si è poi arrivati al cambio di scenario in assemblea, dove la maggioranza ha detto no all’idea di Artoni, che a quel punto ha evidenziato un uso distorto delle Commissioni e la gravità di una frase a lui rivolta e pronunciata dal presidente della Commissione Territorio, Giuseppe Cutrì, in uno dei passaggi più tesi dello scontro in aula consiliare: «Un’altra mozione non gliela faccio presentare».
“Solidarietà ad Artoni”, con tanto di sottolineatura per “l’atteggiamento lesivo di tutte le opposizioni”. Questo l’intervento giunto dalla sponda leghista dell’opposizione (#Luinesi), rappresentata dai consiglieri Davide Cataldo e Alessandro Casali, con tanto di “promemoria” per sindaco e maggioranza: «Consigliamo qualche ripetizione sulla gestione delle Commissioni e sui regolamenti consiliari, nello specifico su quali siano i diritti dei consiglieri di minoranza».
E ora il tentativo di mediazione, messo in atto da Compagnoni con il richiamo alla responsabilità e al valore istituzionale di certi tavoli e di certi strumenti. Da qui, dunque, il “Furio ripensaci”, successivo all’appello, praticamente identico, del sindaco Enrico Bianchi («chiedo al consigliere Artoni di tornare sui suoi passi»).
«Riconsiderare le proprie posizioni, anche se giustificate, in funzione di una utilità sociale – riflette ancora Compagnoni – Spero che Furio possa ripensarci. Sarebbe una bella prova in ambito amministrativo». Intanto, il diretto interessato fa sapere che le valutazioni sono in corso. E nei prossimi giorni arriveranno delle comunicazioni ufficiali.
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