Tre settimane di guerra in Ucraina, due milioni di profughi, oltre 30mila sono arrivati in Italia. Case distrutte, speranze lacerate, legami familiari spezzati, sguardi persi nel vuoto e lacrime di paura, mentre la Russia continua a colpire il paese del premier Volodymyr Zelensky.
Nell’accoglienza, oltre alle istituzioni, ai privati e ai conoscenti ucraini presenti sul territorio, tutta la Lombardia si sta muovendo da giorni, cercando di aiutare i cittadini ucraini in fuga dal conflitto e dai bombardamenti. In diecimila, dalle prime stime, pare siano arrivati sul territorio regionale, per la maggior parte ospitati da familiari ed amici già residenti nel Belpaese.
La loro parte, però, in questo preciso momento, la stanno facendo anche i Comuni più piccoli e tra questi c’è Luino, che in questi 21 giorni di guerra ha accolto sessantuno persone, 39 di questi sono minorenni (accompagnati) e il resto perlopiù sono mamme e donne.
E la gara di solidarietà si sta muovendo non solo sul fronte della raccolta beni da inviare in Ucraina, ma anche sul piano dell’accoglienza, dopo l’appello lanciato dai Servizi Sociali del Comune lacustre, insieme a Germignaga e Maccagno con Pino e Veddasca.
“I minori arrivati a Luino sono tutti accompagnati fortunatamente – racconta l’assessore ai Servizi Sociali di Luino, Elena Brocchieri -. La maggior parte di loro sono riusciti a raggiungere i famigliari, mentre alcuni di questi sono stati accolti con le loro famiglie da luinesi, che hanno messo a disposizione loro diversi appartamenti. In questi giorni siamo ancora alla ricerca di cittadini disponibili ad accogliere bambini, accompagnati da mamme e nonne, mentre aspettiamo ulteriori disposizioni da parte del Ministero”.
“Di fronte all’arrivo di nuclei numerosi, che non possono essere divisi, una delle necessità che appare più pressanti è l’individuazione di interi appartamenti che possano essere destinati a tale scopo“, commenta il sindaco di Germignaga, Marco Fazio.
Al momento, ovviamente, non si sa quanto durerà la permanenza dei profughi ucraini arrivati sul territorio. “Non possiamo dare risposta – conclude Brocchieri -, visto che la guerra continua e i negoziati non hanno ancora raggiunto una soluzione pacifica. Nel frattempo, però, non posso che ritenermi orgogliosa della nostra comunità, per la grande rete di solidarietà attiva che è stata messa in azione”. (Foto © Telegram NEXTA)
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