Dal sud all’alto Varesotto per trasformare in realtà il sogno di una vita insieme. Un sogno diventato un incubo, dal quale una donna di quarantaquattro anni decide di sottrarsi rivolgendosi alle autorità.
Oggi, quattro anni dopo quei fatti, l’ex compagno della donna, un quarantottenne, è a processo con l’accusa di maltrattamenti e violenza sessuale.
«Era geloso, possessivo – ha ricordato la donna davanti ai giudici del Tribunale di Varese – vedeva tradimenti ovunque ma l’infedele era lui, frequentava le prostitute e quando io non mi concedevo per il sesso, impazziva».
Il racconto della persona offesa, costituitasi parte civile nel procedimento con l’avvocato Claudia Cornacchia, parte da lontano, dall’epoca del fidanzamento, quando i due erano poco più che ventenni: «Avrei dovuto accorgermene in quel periodo del suo essere possessivo ed eccessivamente geloso, ma per amore sono andata avanti».
Avanti fino al grande passo: lasciare il paese e gli affetti più cari per costruire una famiglia in un contesto in grado di offrire più possibilità. La coppia arriva al nord, nell’alto Varesotto, e si stabilisce in Valmarchirolo. L’odierno imputato, difeso dall’avvocato Simona Ronchi, trova lavoro in Svizzera, diventa padre di tre figli. «Mi aveva promesso che sarebbe cambiato ma non lo ha fatto – ha aggiunto la 44enne -. Ho iniziato a lavorare con lui, mi rinfacciava tutto quello che facevo quando c’erano i colleghi. Per stare tranquilla dovevo limitarmi a frequentare parenti e persone che lui conosceva».
Ma poi restava il problema dell’intimità. Se lei si rifiutava di avere rapporti, lui diventava violento. E a quel punto intervenivano anche le figlie adolescenti, sentite in udienza come testimoni: la più grande, che spesso non se la sentiva di chiamare i carabinieri, nonostante le richieste della madre, e la più piccola che invece cercava di mettersi in mezzo per porre fine a quelle tremende litigate.
La rottura definitiva arriva in un giorno d’inverno, quando la donna scopre il compagno in atteggiamenti intimi con il cane. Non ce la fa a superare lo shock, si rivolge ad uno psicologo. «Da quel momento – ha sottolineato – ho iniziato a temere anche per i miei figli. Venivamo minacciati, lui diceva che quel che avevo visto non era vero».
Arriva l’allontanamento da casa. Il “nuovo inizio”, a lungo cercato nei primi anni della relazione, la donna lo trova in una comunità, insieme ai figli.
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