«La situazione epidemiologica ci consente di mantenere un moderato ottimismo sul mantenimento del trend di discesa del numero di contagi»: con queste parole la direzione di ATS Insubria commenta i dati di questa settimana sull’andamento della pandemia di Covid-19 sul territorio.
In provincia di Varese fra il 4 e il 10 febbraio, infatti, si è passati dai 9mila nuovi positivi della settimana precedente a 5.461 su un totale di 9.588 tamponi risultati positivi sui 61.432 effettuati complessivamente in questo arco di tempo.
Buone notizie anche dall’indice RDt, che si avvicina a 0,5 e conferma la «netta riduzione della fase espansiva dell’epidemia», come affermato anche dai vertici dell’Agenzia di Tutela della Salute che commentano anche la diminuzione dei numeri relativi agli ospedalizzati: questa risulta meno marcata rispetto a quella dei contagi, ma ciò è «dovuto, verosimilmente, al tempo di latenza che va dal contagio all’eventuale necessità di ricovero, stimabile in 7-12 giorni».
Anche i valori relativi all’incidenza dei contagi nelle varie aree del territorio sono in calo. Nell’ambito dell’ASST Sette Laghi il Luinese resta ancora la zona con il valore più elevato – 1.066 casi per 100mila abitanti – , seguita dall’Arcisatese con 966 e dal Lavenese con 946.
Si registra invece una certa stabilità nella distribuzione dei contagi nelle varie fasce di età, dove si può sottolineare la costanza che sta emergendo in particolare negli ambienti scolastici: in tutta ATS, dal 6 al 10 febbraio, sono 971 gli under 12 risultati positivi: «Le nuove disposizioni in ambito scolastico entrate in vigore lunedì scorso – ribadisce la direzione – non devono farci abbassare la guardia ma, al contrario, devono imporre una maggiore attenzione da parte di tutti nel mantenere le misure di sicurezza finora adottate».
Sul lato della domanda e dell’offerta settimanale di tamponi da parte, rispettivamente, degli utenti e degli erogatori, la rilevazione effettuata da ATS l’8 febbraio scorso evidenzia una richiesta di circa 26mila test tra le varie categorie che ne necessitano (sintomatici, guarigione, sorveglianza scuole, contatti, rientri dall’estero, Green Pass, viaggi, ecc.) a fronte di una disponibilità di oltre 50mila, distribuita fra ASST, hub, farmacie, medici di medicina generale e privati accreditati o autorizzati.
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