La Corte di Appello di Milano ha ridotto di otto mesi la condanna che era stata inflitta dal tribunale di Varese alla sessantaquattrenne, oggi in pensione, che da dipendente del Comune di Luino ha sottratto all’ente oltre 240 mila euro.
Soldi che i cittadini versavano per il pagamento delle tasse e di diversi servizi pubblici (qui i dettagli relativi alla vicenda) e che la donna, impiegata presso il servizio di ragioneria di Palazzo Serbelloni, utilizzava impropriamente per giocare alle slot machine.
L’imputata, accusata di peculato e falso, era schiava del gioco, malata, ludopatica: questa la linea sostenuta fin da principio dal suo difensore (il processo di primo grado si è svolto con rito abbreviato davanti al gup di Varese). La tesi del vizio parziale di mente è però stata esclusa dai giudici milanesi, come riporta il quotidiano La Prealpina, per via del meccanismo particolarmente sofisticato a cui la donna faceva ricorso, intascando i contanti con cui i cittadini si presentavano da lei per pagare, registrando poi le operazioni come pagamenti effettuati tramite pos, e occultando infine le ricevute.
Lo sconto di pena – si apprende ancora dal quotidiano locale – è arrivato a seguito dell’intervenuta prescrizione per quanto concerne una parte del lungo periodo, sei anni in totale, in cui l’imputata – rea confessa – ha utilizzato lo stratagemma per impadronirsi dei soldi destinati al Comune. La prescrizione, nello specifico, ha interessato il periodo tra il mese di settembre del 2012 e il febbraio 2014 (i fatti furono denunciati dal Comune soltanto nel 2018, una volta scoperto il tutto). Totale della pena ricalcolata: 3 anni di reclusione.
La sessantaquattrenne, stando a quanto stabilito dai giudici in sede civile, dovrà risarcire interamente la somma sottratta, alla quale vanno aggiunti 25 mila euro per i disservizi creati all’ente e per i danni di immagine.
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