Ciò che salta all’occhio, se si guarda al numero di nuovi casi di Covid-19 registrati nel territorio della provincia di Varese fra il 7 e il 13 gennaio, in base ai dati forniti da ATS Insubria, è che questo è pressoché corrispondente a quello della settimana precedente: 21.746 contro 21.772.
Una cifra pur sempre molto elevata, ma che, almeno in questo momento, sembrerebbe tratteggiare un primo rallentamento dell’ondata che stiamo attraversando.
Ad aumentare sono stati anche i tamponi effettuati in quest’ultimo lasso di tempo preso in considerazione, ben 109.502, dei quali ne sono risultati positivi, in totale, 32.722. Segno che, oltre ai 21.746 sopra citati, poco meno di 11mila persone sono risultate ancora positive al virus ai test di controllo.
Appare invece in calo l’indice RDt, sceso intorno all’1,5, mentre i ricoveri ospedalieri proseguono la loro crescita – sempre ben lontana dal picco raggiunto nell’autunno 2020 – con valori di poco superiori a quelli dei giorni a cavallo tra fine 2020 e inizio 2021, quando però la curva degli ospedalizzati si trovava già in discesa.
Per quanto riguarda l’incidenza dei contagi nel territorio di pertinenza dell’ASST Sette Laghi, il valore maggiore si registra nella zona di Arcisate, con 3428 casi per 100mila abitanti. Luinese e Lavenese, invece, sono le aree con i valori più bassi – per così dire, visto che si tratta di numeri comunque circa 10 volte più alti rispetto al valore limite fissato a 250 casi per 100mila abitanti –, rispettivamente di 2419 e 2296.
Se si guarda alle fasce di età, la maggior parte dei positivi si riscontra sempre in quella dei soggetti dai 25 ai 49 anni dove, in fra il 9 e il 13 gennaio, se ne sono contati ben 6.666 in tutta l’ATS. Una cifra che, nella settimana precedente, fra il 2 e l’8, è arrivata addirittura a toccare quota 16.921: più del doppio dei casi registrati fra i 50-64enni.
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