L’aumento dei contagi di Covid-19 è ormai sotto gli occhi di tutti: la pandemia, anche in Italia, sta raggiungendo numeri di nuovi positivi che finora non erano mai stati registrati e che, solo in Lombardia, hanno ormai superato i 50mila in un solo giorno.
Cifre che, grazie alla massiccia campagna vaccinale che riesce a limitare le conseguenze più gravi dell’infezione, non si riflettono in maniera devastante sulle ospedalizzazioni e sui decessi che, seppur in crescita, sono ben lontani dai livelli delle precedenti ondate. Ma che, dall’altra parte, stanno mandando in tilt i sistemi di tracciamento, con ritardi nell’esecuzione dei tamponi e criticità nella trasmissione dei dati. Una situazione resa ancora più complicata dal continuo aggiornamento delle normative che, specialmente in questi giorni tra le festività natalizie, costringe tutti coloro che si occupano della gestione dei vari ambiti ad adeguare i sistemi nel minor tempo possibile.
Ci si sta trovando di fronte, come lo definiscono i vertici di ATS Insubria, al passaggio da una condizione di emergenza sanitaria a quella di una “sfida amministrativa” legata proprio alla grande quantità di dati e documenti che i vari attori preposti devono affrontare quotidianamente e che vede la sua manifestazione più evidente, se così si può dire, nei disagi e nei problemi che coinvolgono diversi utenti su tutto il territorio specialmente per le questioni legate al tracciamento dei contagi e dei contatti: “Adeguarsi in tempo alle rivoluzioni del sistema gestionale è veramente complicato. È un sistema burocratico complesso”, spiegano dall’Agenzia di Tutela della Salute, dove si prevedono giorni di intenso lavoro per aggiornare anche il portale dedicato alle scuole in previsione del rientro di lunedì 10 gennaio.
Ma l’intenzione di ATS Insubria è anche quella di provare a chiarire il più possibile quali siano le competenze dei diversi enti relativamente all’emergenza coronavirus in ambito locale e non che, nella fattispecie, si possono ridurre a quattro: la stessa ATS, alla quale pertiene l’emissione dei provvedimenti di avvio isolamento e di guarigione (per i casi positivi) e di avvio quarantena (per i contatti di caso); le ASST e le altre strutture come le farmacie e i laboratori privati che si occupano dell’esecuzione dei tamponi; la Regione che processa l’enorme flusso di dati; il Ministero che emette o sospende i Green Pass.
Vediamo ora, punto per punto, le singole fasi dell’attività di contact tracing spiegate da ATS Insubria.
Primo tampone diagnostico positivo. La positività del soggetto, insieme ai dati necessari (contatti, codice fiscale, ecc.), deve essere registrata da chi esegue il test, che può essere il medico di base, il laboratorio analisi, il centro tamponi dell‘ASST o la farmacia. Ad ATS Insubria non compete né l’esecuzione dei tamponi né l’inserimento di questi dati iniziali, anagrafici, senza i quali non può prendere il via tutto il meccanismo del tracciamento e del successivo invio dei provvedimenti.
Provvedimenti. Le persone positive ricevono da ATS il provvedimento di avvio isolamento al numero di telefono o alla mail indicati e registrati in fase di accettazione al momento di esecuzione del tampone. Se, però, i dati comunicati non sono corretti o completi, ATS non può far pervenire la comunicazione al soggetto. Per cercare di ovviare a questi problemi è stata anche messa in piedi una squadra di “recupero contatti”, che può rivolgersi anche alle Polizie locali dei Comuni per far recapitare i provvedimenti. L’Agenzia di Tutela della Salute ribadisce che, per essere presi in carico, i tamponi devono essere registrati sul sistema regionale altrimenti non vi è modo di risalire alla positività e che i test rapidi fai-da-te non hanno valore diagnostico e vanno validati effettuandone uno nei centri adibiti alla loro erogazione. Eventuali disguidi possono essere causati da errori di inserimento, di “flussaggio” dei dati nel sistema o da altre cause di questo genere e il consiglio di ATS è quello di rivolgersi al proprio medico di base e comunicare, per esempio, la mancata emissione di un provvedimento di isolamento in modo tale che questo possa interfacciarsi direttamente con ATS e risolvere la criticità. Per quanto riguarda i contatti di caso è previsto l’invio di un provvedimento di avvio quarantena, ma non di quello di conclusione: le indicazioni sulle tempistiche da rispettare, a seconda della specifica situazione individuale, sono contenute nel documento che viene fornito al soggetto in questione.
Prenotazione tampone di fine isolamento. Nel link che viene inviato via sms da ATS al paziente positivo è presente anche un pulsante attraverso il quale è possibile prenotare il tampone di controllo da effettuare nei tempi previsti dalle normative (un tampone negativo eseguito prima della scadenza dell’isolamento non è valido per la sua interruzione).
Tampone di fine isolamento. ATS Insubria ribadisce che le agende e gli slot per l’esecuzione dei tamponi sono gestiti dalle ASST e dai laboratori che li offrono. Ciò che l’Agenzia di Tutela della Salute può fare in questo caso è invitare, come richiesto dalla Regione, le ASST ad aumentare gli slot per i tamponi con l’incremento delle linee o dei centri sul territorio. Il tampone di fine isolamento non è richiesto per i soggetti in condizione di sorveglianza (contatti di caso che hanno già effettuato la dose booster di vaccino oppure la seconda, o la guarigione, da meno di quattro mesi).
Guarigione. In seguito all’esito negativo del tampone eseguito nei tempi previsti dalla normativa, ATS può emettere il provvedimento di guarigione che comporterà l’emissione o la riattivazione del Green Pass da parte del Ministero.
In sintesi, ci si trova di fronte a una fase critica e complessa, resa ancora più tale dalla variante Omicron caratterizzata da una elevata diffusività. Sebbene Omicron sembri non indurre patologie impegnative dal punto di vista clinico come le precedenti “versioni” del Sars-CoV2, grazie anche all’efficacia dei vaccini, si rivela comunque necessario rafforzare le misure di protezione anche in previsione del ritorno in classe degli studenti: una circolazione molto ampia del virus, oltre a incrementare la possibilità di sviluppo di nuove varianti, può infatti mettere ancora più sotto pressione il sistema ospedaliero (più alta è la quantità di soggetti infettati, maggiore sarà anche la probabilità di ritrovarsi con persone che avranno necessità di ricorrere alle cure più intensive).
Date le diverse problematiche sollevate da molti cittadini, in particolare la difficoltà nel mettersi in contatto con il numero verde – “Le nostre linee telefoniche sono sovraccariche” –, l’invito più forte da parte di ATS Insubria è quello di fare riferimento al proprio medico di medicina generale, che è la “sentinella” preposta a gestire le problematiche, le informazioni e le richieste e la figura con cui l’Agenzia di Tutela della Salute può interloquire in maniera puntuale e diretta per cercare di dare una risposta alle esigenze e ai quesiti che si presentano in questi difficili frangenti.
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