Con 1616 nuovi positivi in settantadue ore (numeri aggiornati ad oggi, 27 dicembre) inizia a farsi sentire l’impatto della variante Omicron sul territorio ticinese. E’ quanto ha sottolineato ai microfoni della stampa regionale il medico cantonale Giorgio Merlani, che si è detto non sorpreso del bilancio post natalizio, che in questo momento sarebbe addirittura sottostimato.
C’è però un fattore che incide sui numeri – ha sottolineato Merlani – ed è la tendenza a effettuare meno test sotto le feste, quando la capacità di somministrazione diminuisce rispetto ai giorni feriali. Ad ogni modo Omicron è presente oltre confine, e poco prima di Natale la Confederazione elvetica ha emanato nuove misure anti contagio per fare fronte all’ondata in corso, prevedendo, tra le altre cose, l’accesso nei luoghi al chiuso riservato a vaccinati e guariti.
Dal sito web della Rsi parte il confronto tra i dati di dodici mesi fa (sempre in relazione alla giornata del 27 dicembre) e quelli odierni, nell’arco di 72 ore: un anno fa il Ticino contava 357 persone in ospedale, con 44 ricoveri in terapia intensiva; oggi ha 107 ricoverati (di cui 12 in cure intense). Più alto attualmente, complice il “fattore variante”, è il numero di contagi nello stesso arco di tempo. Ma la differenza per quanto concerne l’occupazione dei posti letto nelle strutture ospedaliere è significativa, anche se il dato è in lento aumento.
Sempre a proposito di numeri, il 70% delle persone residenti in Ticino ha raggiunto la vaccinazione completa. Il 23% ha effettuato il richiamo, un dato che sale al 63% se si considerano i soli over 65.
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