Svizzera | 30 Novembre 2021

Autonomia e migliori condizioni di lavoro per gli infermieri: la Svizzera dice sì

Passata con il 61% dei voti l’iniziativa proposta dai professionisti elvetici. De Palma (Nursing Up): “Italiani figure molto ambite, retribuzione da 3500 euro al mese”

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È passata con il 61% dei “Sì” l’iniziativa “Per cure infermieristiche forti” lanciata dall’Associazione svizzera delle infermiere e degli infermieri per migliorare le condizioni di lavoro, la formazione degli operatori e rendere ancora più appetibile la professione passando anche attraverso la possibilità di fatturare direttamente alcune prestazioni direttamente alle casse malati e dunque di lavorare anche in totale autonomia.

I cittadini elvetici, dunque, hanno risposto affermativamente al quesito referendario votato domenica 29 novembre, andando così contro al Governo della Confederazione che aveva presentato un “controprogetto” in materia, pronto a entrare in vigore in caso di voto negativo.

L’obiettivo di questa iniziativa è in ogni caso quello di colmare la carenza di personale infermieristico che già si sente in maniera importante su tutto il territorio, con circa 11mila operatori mancanti, per risolvere la quale la Svizzera guarda anche oltre i propri confini. Nel caso specifico del Ticino, poi, l’Italia è proprio la diretta interessata da questa aumentata richiesta di personale.

Un bisogno che fa gola agli infermieri “nostrani”, non solo per il riconoscimento della professionalità e dell’esperienza garantite dagli studi compiuti, ma anche per la retribuzione che parte da 3500 euro netti al mese. Una cifra irraggiungibile per chi svolge la stessa mansione in Italia, come ha sottolineato anche Antonio De Palma, presidente nazionale del sindacato Nursing Up: “Anche un infermiere italiano neo laureato, senza nessuna esperienza alle spalle, è considerato una figura molto ambita in questo momento in Svizzera. Ma non finisce qui, perché un infermiere con esperienza può arrivare fino a 5000 euro netti in terra elvetica”. Se ci si mettesse “nei panni di un giovane laureato in infermieristica che in Italia occupa una posizione di precariato e che magari vive anche tra Milano, Varese e Como – chiosa De Palma – voi cosa fareste al suo posto leggendo queste offerte di lavoro?”.

“Due realtà geograficamente così vicine ma diametralmente opposte, almeno in questo preciso momento storico. Da una parte la Svizzera e dall’altra un’Italia – afferma il presidente di Nursing Up – dove gli infermieri disertano addirittura i concorsi pubblici, rispondendo in poco più di 400 all’ennesima proposta poco dignitosa di un contratto a termine, dimostrando di essere sì pronti e consapevoli di dover affrontare una nuova possibile ondata di Covid, ma nel contempo logorati e tremendamente afflitti dal dover sempre tendere le mani per chiedere ciò che spetta loro legittimamente. Insomma, queste aziende sanitarie italiane non sono in grado di garantire nemmeno un contratto a tempo indeterminato e con le carenze che ci sono questo è il colmo”.

Come pensa, a questo punto, il nostro Paese di arginare l’emorragia di giovani infermieri verso le altre nazioni europee, pronte in questo momento a fare ponti d’oro a professionisti del calibro di quelli italiani per rafforzare il proprio sistema sanitario? Chiediamo al Ministro della Salute Roberto Speranza – prosegue De Palma – di introdurre le necessarie modifiche alla vigente disciplina, affinché agli infermieri pubblici dipendenti venga consentito di svolgere attività libero professionale analogamente a quanto già accade per i medici affinché, così come saggiamente sta facendo la Svizzera, gli stessi possano contribuire con tutta la loro professionalità a sostenere le sorti di un sistema sanitario in condizioni di criticità. Per quanto attiene alle strutture pubbliche, il Ministro Brunetta ha, ora, l’opportunità di dimostrare con i fatti quanto apprezza gli sforzi profusi dagli infermieri italiani, quanto tiene a cuore la nostra professionalità , il nostro spirito etico e soprattutto può dar prova di rendersi conto che la ricostruzione della sanità è legata a filo doppio alle funzioni professionali infermieristiche: la qualità e la crescita del sistema sanitario del presente e del futuro – conclude – non può prescindere dalla valorizzazione della nostra categoria”.

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