Italia | 5 Febbraio 2025

Oltre 20mila infermieri in fuga nel 2024, «Emergenza nazionale: SSN al collasso»

A lanciare l’allarme è il presidente del sindacato Nursing Up Antonio De Palma: «Il tempo delle promesse è finito, servono azioni concrete per fermare l’emorragia di professionisti»

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«La fuga di infermieri dal Servizio Sanitario Nazionale è ormai un’emergenza nazionale. Oltre 20mila dimissioni solo nei primi nove mesi del 2024, un aumento del 170% rispetto all’anno precedente. Negli ultimi quattro anni, sono oltre 43mila i professionisti che hanno lasciato la sanità pubblica. Se il trend non si invertirà, entro la fine del 2024 supereremo quota 30mila dimissioni. Il SSN sta crollando e la politica resta a guardare». Lo denuncia Antonio De Palma, presidente del Nursing Up, nel nuovo report del sindacato.

Tra il 2021 e il 2024, gli infermieri che hanno abbandonato il pubblico sono stati: 15.450 nel biennio 2021-2022, 8.500 nel 2023 e oltre 20mila nei primi nove mesi del 2024.

«Non è un esodo, è una disfatta. Stipendi bassi, turni impossibili e zero tutele stanno spingendo gli infermieri a lasciare il pubblico per il privato o a cambiare mestiere. Se non si interviene subito, il nostro sistema sanitario rischia il collasso», avverte De Palma.

Secondo il Report Nursing Up, le ragioni principali delle dimissioni sono: turni massacranti e organici ridotti all’osso; stipendi tra i più bassi d’Europa, sotto la media OCSE; burnout e condizioni di lavoro insostenibili; scarsa valorizzazione professionale, il 98% degli infermieri non si sente riconosciuto; disillusione totale, con il 75% che sconsiglierebbe questa carriera. A peggiorare il quadro, il numero di studenti che tentano l’accesso ai corsi di laurea in infermieristica è calato del 20% tra il 2015 e il 2022: «Se nessuno entra e chi è dentro scappa, chi garantirà le cure ai cittadini?», si chiede De Palma.

«Basta proclami, servono azioni concrete per fermare l’emorragia di professionisti», è l’appello del presidente di Nursing Up. Azioni come: aumenti salariali urgenti, per avvicinare gli stipendi alla media europea; piani straordinari di assunzione, per ridurre il sovraccarico di lavoro; investimenti nella sicurezza e nel benessere organizzativo; incentivi per trattenere gli infermieri nel pubblico.

«Ogni infermiere che lascia il SSN è un pezzo di assistenza pubblica che scompare. Non possiamo più permetterci di perdere altri professionisti. Il tempo delle promesse è finito: servono risposte, adesso!», conclude De Palma.

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