I proprietari del ristorante “Il Camoscio Bellavista“, situato a Monteviasco, hanno chiamato in causa il Comune di Curiglia e la Regione Lombardia per via dei danni provocati alla loro attività dalla prolungata chiusura della funivia, dopo il drammatico incidente costato la vita al manutentore dell’impianto Silvano Dellea, nel novembre del 2018.
Da allora il ristorante, che era attivo dal 2010, ha cessato di lavorare, data la mancanza di mezzi alternativi di collegamento con il borgo, che privato della funivia è rimasto raggiungibile solo mediante una mulattiera composta da oltre 1400 gradini.
I ristoratori, tramite l’avvocato Gian Piero Maccapani, chiedono il riconoscimento dei danni e del mancato guadagno derivanti dalla prolungata chiusura dell’impianto funiviario, quantificati in 400 mila euro.
Nel 2019 il Comune – proprietario della funicolare, inserita nella rete di trasporto pubblico locale di Regione Lombardia – rassicurò i gestori del ristorante circa la pronta ripresa del servizio di collegamento “stazione di Piero – Monteviasco” che, secondo le previsioni iniziali, avrebbe dovuto essere agevolata da uno stanziamento di quasi 300 mila euro garantito dalla giunta regionale.
Una previsione poi sfumata tra le ispezioni alla funivia e i mille cavilli burocratici che hanno dilatato i tempi di recupero, tanto che i lavori – a tre anni dall’incidente mortale – sono tuttora in corso. Un ulteriore disagio – secondo la linea della difesa – sarebbe scaturito dalla mancanza di un crono programma certo sulla riattivazione della funivia.
“I miei assistiti esercitavano presso il ristorante un’attività perfettamente inserita nel contesto delle tradizioni locali, e per questo caratteristica del luogo – commenta l’avvocato Maccapani -. Proponevano una cucina strettamente legata all’attività del borgo, richiamando a Monteviasco parecchi avventori e turisti provenienti dalle più disparate zone d’Italia. Una realtà che era fonte di interesse per l’intera comunità montana”.
Il tribunale di Varese ha fissato la prima udienza del procedimento per il 21 dicembre. Sempre sul fronte processuale, il gup Anna Giorgetti ha recentemente disposto il rinvio a giudizio delle persone indagate per l’incidente che causò la morte di Silvano Dellea. Sono in totale dieci, tra cui i responsabili della sicurezza dell’impianto e l’ex sindaco. Tutti accusati di omicidio colposo.
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