Un boss che non ha bisogno di presentazioni né di sottoporsi ad atti formali. Questa l’immagine che aveva di sé un cinquantaseienne di Luino, a processo per oltraggio e minacce a pubblico ufficiale, nel momento in cui si sono verificati i fatti che oggi gli vengono contestati.
L’episodio è avvenuto nell’estate del 2018. L’uomo è in un bar di Voldomino e ad un tratto si trova davanti i carabinieri del Nucleo radiomobile, impegnati in una normale attività di controllo.
Alla richiesta di esibire i documenti il cinquantaseienne, già noto alle forze dell’ordine e attualmente detenuto per altri reati, reagisce con stizza aggredendo verbalmente i militari. Partono insulti, in un crescendo di irritazione, avvertimenti e minacce: “Non vi do niente, sapete già chi sono. Sono un boss, vi ammazzo tutti”.
Un cittadino presente all’interno del locale nel momento in cui l’odierno imputato perse le staffe, verrà chiamato a testimoniare nell’ambito del procedimento penale in corso in tribunale a Varese. L’esame, previsto in principio per la giornata di ieri, è stato rinviato per una questione procedurale alla prossima udienza.
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