Governo e sindacati sono al lavoro sul fronte scuola e la priorità, allo stato attuale, è quella di definire ogni singolo aspetto di quel “protocollo sicurezza” che a settembre dovrà garantire il ritorno in classe in maniera efficiente, scongiurando il ricorso alla didattica a distanza.
Una prima riunione si è svolta nei giorni scorsi e all’inizio della prossima settimana si terrà un secondo incontro, al quale parteciperà anche il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi.
In primo piano, oltre agli aspetti logistici e organizzativi (in molti contesti, per esempio, risulterebbe non garantito perché impraticabile il corretto distanziamento tra i banchi), c’è anche il tema della copertura vaccinale tra il personale scolastico. I numeri non sono bassi ma la distribuzione non è omogenea tra le varie regioni. A livello generale, circa l’85% del personale ha ricevuto almeno una dose di vaccino anti covid; il 75% ha invece completato il ciclo.
C’è poi la questione degli oltre quattro milioni e mezzo di studenti (dai dodici anni in su) da vaccinare; e quella relativa ai trasporti pubblici, per il momento non inclusi nella lista dei servizi ai quali è possibile accedere soltanto se in possesso del green pass. La situazione per bus e metro rimarrà invariata fino a settembre? Una prima risposta, almeno su questa criticità, dovrebbe arrivare con il decreto atteso sempre per la prossima settimana, che a questo punto potrebbe condurre ad una prima fondamentale svolta.
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