Nell’ambito del progetto “Laboratorio storico-letterario”, dalle ore 10 alle ore 11.30 di venerdì 16 aprile, presso l’ISIS “Città di Luino – Carlo Volontè”, i docenti e gli allievi dei due plessi scolastici avranno il piacere di incontrare, sulla piattaforma Google Meet, il talentuoso scrittore sanremese Luca Ammirati, un giovane e valido autore del 1983 – attualmente responsabile interno della sala stampa del Teatro Ariston di Sanremo, già assessore alla cultura del Comune di Perinaldo – che sta convincendo autorevoli specialisti del settore con la sua abile penna e con le sue indubbie qualità.
Luca Ammirati ha già dato il suo contributo all’istituto luinese nel corso dell’anno scolastico passato, registrando un video (condiviso poi sui canali e nelle diverse classroom della scuola) col quale intendeva spingere i giovani alunni, spiazzati dalla novità e dalle limitazioni dello scorso lockdown, a trovare una strada maestra, un conforto, oltre che un solido rifugio nei libri. In quell’occasione il giovane scrittore sanremese aveva avuto modo di suggerire alcune letture che avevano in qualche modo cambiato la sua vita di lettore e di scrittore, proponendo a sua volta dei romanzi o dei testi, per lui edificanti, di ieri e di oggi.
Dopo il successo del primo romanzo dall’originale titolo Se i pesci guardassero le stelle, edito per Dea Planeta nel 2019, tradotto e letto anche in Germania e in Austria, il noto scrittore sanremese è tornato quest’anno alla scrittura ed alla successiva pubblicazione di un romanzo inedito dal benaugurante titolo L’inizio di ogni cosa, curato dalla casa editrice Sperling & Kupfer nel gennaio del 2021, che ha già riscosso parecchi consensi sui diversi canali sia digitali che televisivi.
Il romanzo narra la storia di un giovane docente di lettere di nome Tommaso che, sospeso e turbato nell’amore per Irene (con la quale litiga all’inizio della storia), indeciso tra i suoi successi e le sue scelte sentimentali e lavorative, riuscirà a trovare delle rassicurazioni presso un borgo semidiroccato del sanremese, quello di Bussana Vecchia, dove vive una colorita e scalmanata compagnia di artisti, con i quali il nostro protagonista avrà modo di aprirsi e rilassarsi. Qui Tommaso troverà il rimedio ai suoi mali momentanei e delle spiegazioni che gli occorrevano riguardo ad una giovane donna, protagonista di una serie di quadri, realizzati da un artista assai scontroso, residente proprio nell’antico borgo semidistrutto dal terremoto, e avente il misterioso nomignolo di Gabbiano. Quell’originale paesino “insegnerà a Tommaso che solo accettando il nostro passato possiamo camminare verso il futuro” (dal risvolto del romanzo).
L’incontro, per via delle restrizioni momentanee, avverrà in videoconferenza nelle stanze della piattaforma Google Meet che, in questa fase così complessa e delicata, sta, comunque, consentendo a tutti i docenti e agli studenti di vedersi, incontrarsi, provare a “fare scuola” e ad alimentare la fiamma della cultura, annullando le distanze e accorciando, a volte, in maniera significativa complicanze temporali e spaziali.
Consapevoli dell’importanza dello svolgimento in presenza di certi incontri, gli insegnanti si ripropongono di rincontrare gli “amici scrittori quando magari sarà possibile sorridere senza paura alcuna, abbassando o togliendo completamente la nostra abituale mascherina diventata ormai, da qualche mese, accessorio ineliminabile del nostro personale e variegato outfit”.
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