Monteviasco | 12 Novembre 2020

A due anni dalla morte di Silvano Dellea, ancora fermi il cuore di Monteviasco e la funivia

Due anni fa la tragedia che sta lentamente spegnendo l'anima del borgo, ma la speranza è quella che il 2021 sia l'anno della rinascita definitiva

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Sono trascorsi ormai due anni dalla tragedia che ha causato la morte di Silvano Dellea, il manutentore della funivia che collega Ponte di Piero a Monteviasco, vittima di un incidente mentre effettuava alcuni interventi lungo l’impianto di risalita. Da allora il meraviglioso borgo di montagna, fatto di piccole stradine e di case in pietra, è ancora isolato.

Un isolamento che fa male al cuore dei pochi residenti, degli amanti della località e dei possessori di seconde case, così come dei pochi ristoratori che, a Monteviasco, hanno investito anima e corpo in tutti questi anni e che, oggi, oltre alla delusione e alla rabbia provano un grande senso di vuoto e rammarico.

Una situazione, quella di Monteviasco, che almeno per il momento non sembra vedere spiragli di luce in fondo al tunnel, nonostante i tanti incontri e confronti tra amministrazione comunale, prima con il sindaco Ambrogio Rossi e ora con il successore Nora Sahnane, provincia di Varese, Comunità Montana Valli del Verbano e Regione Lombardia, senza dimenticare anche l’USTIF, Ufficio speciale trasporti a impianti fissi, organo periferico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Oltre a questo, il Covid ha tagliato le gambe anche all’impegno di Barbara e Roberto, che nonostante le enormi difficoltà gestiscono l’unica realtà di ristorazione che in tutti questi mesi è rimasta aperta. Encomiabile il loro lavoro e quello dei carabinieri della Stazione di Dumenza, che hanno ricevuto anche un premio importante per l’assistenza quotidiana garantita ai pochi residenti, portando generi alimentari e beni di prima necessità.

Ad interessarsi del borgo sono stati non solo i giornali locali, come il nostro, ma a più riprese anche le televisioni e i quotidiani nazionali e numerose realtà editoriali a livello mondiale, da Gran Bretagna, Svizzera, Stati Uniti e Giappone, solo per citarne alcune.

Nulla però si è sbloccato, sebbene la nuova giunta comunale si sia buttata a capofitto per risolvere le criticità e far ripartire al più presto la funivia. Teoricamente, anche se le ambiguità per capire i motivi del blocco sono molteplici, la progettazione della ditta dovrebbe avvenire nelle prossime settimane, con il conseguente inizio dei lavori appena arriva l’approvazione del Ministero dei Trasporti.

Il legame con i turisti e con tutti gli amanti del borgo è indissolubile e mai si è interrotto in questi due anni. Migliaia, infatti, le persone che sfidando il caldo in estate e il freddo in inverno, hanno voluto mostrare vicinanza a Monteviasco, percorrendo l’antica mulattiera e i 1200 gradini.

Così come grande è stato lo spirito di chi è affezionato a Monteviasco, con l’iscrizione al concorso lanciato dal FAI, “Luoghi del Cuore”, nel quale, quando manca poco più di un mese dalla chiusura del voto, il piccolo borgo si trova al quarto posto in Lombardia e al 29esimo in tutta Italia.

Per la serie “piove sempre sul bagnato”, infine, il maltempo e la frana che per due mesi, da agosto a ottobre, hanno causato anche l’isolamento di tutto il paese di Curiglia con Monteviasco non hanno spento la speranza dei 177 abitanti che, ancora una volta, tra il silenzio assordante delle montagne, si sentono dimenticati, mentre guardano fuori dalla finestra delle loro case e aspettano che la funivia torni ad accogliere i turisti, attendendo la rinascita. Ormai, l’auspicio è che possa avvenire nel 2021.

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