Società | 8 Agosto 2020

Semi di cannabis: principi attivi, consigli e come conservarli

Sensory Seeds, shop di semi di cannabis, è uno degli esempi di negozi in rete che offrono proprio semi di cannabis da collezione, ma anche edibili

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C’è ancora molta confusione riguardo l’argomento cannabis in Italia, sempre al centro di dibattiti e con normative ancora poco chiare. Tuttavia, ciò non esclude la possibilità di acquistarli per collezionarli e provvedere, personalmente, alla scelta della varietà che si preferisce. In realtà, è consentito l’uso di questi prodotti anche nell’alimentazione.

Il problema semmai riguarda i principi attivi delle piante ricavate dai semi. Questi si possono distinguere in base agli effetti che provocano, come vedremo, ma bisogna ricordare che il seme di canapa in sé non ha alcun effetto psicotropo o rilassante, bensì solo proprietà nutrizionali molto interessanti.

Sensory Seeds, shop di semi di cannabis, è uno degli esempi di negozi in rete che offrono proprio semi di cannabis da collezione, ma anche edibili, che ormai sono diventati tra i principali fornitori di questo tipo di prodotto in maniera certificata anche in Italia.

Cos’è il THC e perché non è contenuto nei semi

Il principio attivo responsabile dell’illegalità della cannabis, è il THC, acronimo di tetraidrocannabinolo. Bisogna ricordare, però, che il THC non è contenuto nei semi, ma soltanto nelle infiorescenze della canapa. Soltanto procedendo alla coltivazione, dunque, verrà sviluppato il principio attivo.

Nonostante alteri il proprio stato mentale, il THC non produce effetti narcotici. Un uso costante e prolungato di sostanze ad elevata percentuale di THC, tuttavia, potrebbero condurre ad uno stato amotivazionale da cannabis: una sorta di condizione in cui il consumatore non riesce ad essere attivo durante la giornata.

Infatti, tra gli effetti indesiderati, gli studi mettono in evidenza una riduzione dei riflessi e della memoria, nonché evidenti cambiamenti nell’umore.

Si tratta, ovviamente, di casi estremi, poiché il THC ha anche effetti benefici, perché rilascia il cosiddetto “ormone dell’euforia, ovvero la dopamina. Non a caso, alcuni studi sembrano averne avallato l’uso ambito medico per i presunti effetti come coadiuvante benefico sugli effetti in alcune patologie.

E’ bene sapere che elevate percentuali di THC si ottengono dall’ibridazione della varietà Sativa con quella Indica. Naturalmente, affinché sia legale bisogna controllare che i livelli di tetraidrocannabinolo non superino lo 0,06%.

Il CBD: secondo principio attivo generato dai semi di canapa

Oltre al THC, il secondo principio attivo contenuto nella Cannabis di cui si è a lungo discusso è il CBD, cioè il cannabidiolo.

Tale metabolita non ha alcun effetto psicotropo, anzi, sembra contrastare quelli rilasciati dal THC. Proprio come il tetraidrocannabinolo, anche il CBD sembra abbia effetti benefici su chi ne fa uso.

Nello specifico, il cannabidiolo sembrerebbe produrre un effetto:

– Antinfiammatorio;
– Antiossidante;
– Ansiolitico;
– Antiemetico;

Ciò significa che gli effetti benefici esercitati dal CBD sono più che numerosi, rendendo i prodotti a base di tale sostanza una delle novità più interessanti degli ultimi tempi.

Semi di cannabis: quali scegliere?

Ognuno può selezionare i semi di cannabis che preferisce, partendo da diversi criteri. Gran parte delle persone, valuta:

– Sapore: ogni incrocio tra varietà offre un sapore differente. Basterà scegliere quello che più si ritiene piacevole in base alle proprie preferenze: dal limone al gusto di cookies;
– Aroma: ogni piantina, a seconda della propria genetica, consta di un odore differente. Da quelli più forti, a fragranze più deboli, anche qui la scelta può rivelarsi più che ampia;
– Effetti: è chiaro che l’acquisto di precisi semi possa esser legato ai benefici da volerne trarre, come cura per l’emicrania o per alleggerire l’ansia.

Naturalmente, in un discorso più ampio, è bene selezionare in base alla genetica dei semi stessi: Sativa, Indica o Ibridi.

In linea generale, la Sativa è la varietà che produce effetti energizzanti e stimolanti. Al contrario, l’indica è quella adatta per dormire o rilassarsi, rilasciando uno stato di benessere che si estende a tutto il corpo.

Infine, ci sono gli ibridi, i preferiti da chiunque in questi ultimi tempi. Gran parte di tale ibridi, si basano sull’incrocio tra le varietà prima menzionate e la Ruderalis, la tipologia di cannabis maggiormente resistente alle intemperie.

Non a caso, le varietà di semi autofiorenti femminizzati sono per lo più di genetica Ruderalis, così che siano semplici da coltivare ed offrano ugualmente dei raccolti soddisfacenti.

Per i meno pratici, infatti, si consiglia di scegliere semi come Gelato XXL o la Gorilla Glue, in modo da combinare sapori, effetti e rapidità nella coltivazione.

Conservare al meglio i semi di cannabis

Un fattore importante riguarda la conservazione dei semi di cannabis. Naturalmente, è chiaro che per far sì che conservino i propri principi attivi e i nutrienti, devono essere di qualità certificata.

Ciò che non tutti sanno è che, pur trattandosi di organismi viventi, possono restare intatti per anni se si seguono le giuste accortezze.

Prima di tutto, sarebbe meglio lasciarli nella confezione originale, in modo che non subiscano alcuna variazione di temperatura.

La chiave per semi ottimi anche dopo anni è la scelta del luogo. Principalmente, è meglio prediligere posti asciutti, bui e freschi.

Anche per la coltivazione, è bene sapere che umidità, temperatura ed esposizione alla luce possono rivelarsi i peggiori nemici dei semi/delle piante.

Livelli troppo elevati di umidità o luce, potrebbero far seccare i semi e ridurre al minimo i principi vitali, oppure causare una germinazione involontaria.

Si consiglia, per questa ragione, di mantenere un’umidità costante al 20/30% ed una temperatura compresa tra i 6 e gli 8 gradi, in modo da evitare anche parassiti, insetti o muffa.

Molte persone scelgono di conservarli in un frigorifero, o meglio ancora, in un congelatore. In tal caso, si potrebbero anche riporre in appositi sacchetti da sigillare sottovuoto. Si consiglia ugualmente di dividerli in base alle varietà e di tirar fuori solo quelli di cui si ha bisogno, in modo da non danneggiare gli altri.

Questa soluzione è consigliabile solo se si ha intenzione di conservarli per un lungo periodo, altrimenti, sarà sufficiente le condizioni esplicate pocanzi.

Una volta che si vorrà procedere la coltivazione, è importante ispezionarli per bene partendo dal guscio. Se presenta danni, è chiaro che i semi potrebbero non germogliare come dovrebbero.

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