Autorità e cittadini erano presenti nella mattinata di ieri a Cremenaga, nei pressi del valico doganale, per l’inaugurazione del “giardinetto dei sogni” attraverso il quale l’amministrazione locale e la comunità luinese hanno sancito un patto di sensibilizzazione verso il tema dei minori sfruttati e abusati.
A loro, come anticipato, va la dedica del piccolo spazio verde ora animato dalle panchine colorate dal gruppo de “I Fazzoletti bianchi” di Luino, scesi in campo non soltanto per dare un tocco di creatività a quell’angolo, appartenente ad una delle zone di confine tra le più percorse ogni giorno dai frontalieri, ma anche e soprattutto per lanciare un urlo di denuncia attraverso l’arte, per far sì che certe situazioni – drammatiche, complesse e talvolta apparentemente inspiegabili – non passino inosservate e non finiscano nel dimenticatoio.
Una trentina circa i partecipanti, per non creare problematiche di assembramento all’interno della striscia di prato situata a poche decine di metri dal valico. Tra di loro il sindaco di Cremenaga, Domenico Rigazzi, quello di Lavena Ponte Tresa, Massimo Mastromarino, i carabinieri di Lavena e gli agenti della Polizia di Frontiera di Luino, e ovviamente i rappresentanti del gruppo che ha fortemente voluto questo progetto.
Il loro portavoce Luca Pandolfi ne ha ripercorso l’origine, “che al pari di tante cose belle, è giunta da un’intesa sincera e pressoché istantanea con una persona fantastica che abbiamo incontrato sul nostro percorso, il sindaco Rigazzi, il quale già ai tempi dell’organizzazione de ‘I Fazzoletti bianchi”, a Germignaga, ci aveva dimostrato tutta la sua vicinanza e la sua sensibilità rispetto al tema, facendo sì che anche il paese da lui amministrato contribuisse con un gesto simbolico alla manifestazione, esponendo dei fazzoletti di colore bianco sulla pubblica via”.
Oltre ai sorrisi e alla gioia di chi ha visto il coronamento di un sogno nell’inaugurazione del giardinetto, c’è però la responsabilità della denuncia, la necessità di prendere posizione davanti a certi orrori.
“Abbiamo osservato un minuto di silenzio per dei fatti scabrosi che stanno emergendo da un’indagine su atti di violenza ai danni dei bambini, perpetrati e diffusi tramite il deep web”, ha aggiunto ancora Pandolfi. Il riferimento è a quanto contenuto in un’inchiesta dei carabinieri di Siena, coordinata dalla procura dei minori di Firenze, su una compravendita di video e di “torture in diretta streaming” a prezzi elevati – coperti tramite criptovalute online – che coinvolge come aguzzini alcune organizzazioni straniere e come vittime bambini – in alcuni casi anche piccolissimi – provenienti dal sud est asiatico.
“Quei piccoli non devono essere dimenticati – sottolinea in conclusione Pandolfi – e al nostro pensiero si aggiungeranno presto nuovi atti concreti per portare avanti una battaglia che oggi bisogna avere il coraggio di combattere, in difesa dei bimbi abusati, maltratti e dimenticati. E del loro futuro“.
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