Attenzione, una doverosa premessa:
So che è ormai un mese che ho smesso di essere attivo sulla mia rubrica, ma il coronavirus è stato ed è ancora una grande, grandissima preoccupazione. Ma oggi ho deciso di risvegliarmi dal letargo di quasi quattro settimane (non era successo) per scrivere una nuova poesia su una notizia che mi ha scioccato notevolmente.
E sì, perché in questi giorni è venuto a mancare, sfortunatamente, il nostro caro don Mario Munaretto, il parroco che portò avanti l’idilliaca tradizione del Grest di Casalzuigno – di cui sono stato animatore, nel senso che lo coadiuvavo anche nelle sue mansioni – e che, con devozione, benedì tutte le case casalzuignesi. Io stesso l’ho conosciuto, avendo egli accompagnato una parte della mia vita ed avendomi visto crescere.
Nutrivo e nutro ancora grande affetto nei suoi confronti ed ora che se n’è andato in un’altra vita, con sentito piacere gli ricambio il favore, dedicandogli questa poesia intitolatasi “Il parroco d’oro di Casalzuigno“.
Il parroco d’oro di Casalzuigno
che girovagò sentendo soffio di vento benigno
di benedire tutto il Comune.
Il suo nome era Mario,
era un grand’uomo temerario
che era vicino a tutti noi.
Il Comune ebbe di lui buona reputazione
decorò l’estate attesa col suo Grest,
che divertimento ilare, che emozione!
Il Signore lo benedica, lui!
Che pensava anche alla gioia altrui.
Io vidi in persona il prete,
che mi salutò dicendomi: “Buongiorno capo!”
Io, da animatore, l’ho aiutato!
Era sì serio e severo, però dentro
il cuore suo era dolce e premuroso.
Ma ora che è caduto spolverando libri nuovi,
se n’è andato in un altro mondo più luminoso.
Ebbi il malincuore, aspettato non me lo sarei mai,
avrebbe potuto continuare a organizzare per l’estate i grandi ludi,
Quell’angelo dagli occhi sublimi non lo dimenticheremo mai.

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