È tornato nuovamente ad intervenire, rivolgendosi alla popolazione, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, dopo il confronto nel governo sul nuovo dpcm per prorogare le regole anticontagio, con l’obiettivo di aggiornare tutta la nazione sulla situazione riguardante il Coronavirus, prolungando il lockdown in tutto il paese fino al 3 maggio.
“L’onda di contagio sta diminuendo e dobbiamo continuare a mantenere alta la soglia dell’attenzione – commenta il presidente del Consiglio Giuseppe Conte -. Dobbiamo farlo anche durante queste festività di Pasqua, per il ponte del 25 aprile e per la Festa dei lavoratori. L’auspicio è quello di ripartire, lentamente, ma ripartire dal 3 maggio, dipenderà dai nostri sforzi. Se cediamo adesso c’è il rischio di ricominciare daccapo”.
“La proroga che oggi disponiamo con questo nuovo dpcm, in fase di approvazione – va avanti il premier Conte -, vale anche per le attività produttive. La tutela della salute di tutti è al primo posto, ma teniamo conto anche degli interessi economici e del tessuto imprenditoriale. Vogliamo far ripartire a pieno regime il nostro sistema, ma abbiamo necessità di farlo con ponderazione”.
Dal 14 aprile, però, riapriranno, dopo che il Governo ha ricevuto una grande quantità di richiesta, cartolibrerie, librerie e negozi per neonati e bambini. Insieme a queste saranno avviati nuovamente il settore della silvicoltura, perchè è fondamentale l’apporto di legna, e le attività forestali.
Secondo Conte, “Servirà un programma articolato e organico su due pilastri ‘nella fase due’: un gruppo di lavoro di esperti e il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro“. Il Governo, infatti, insieme al Comitato Tecnico-Scientifico è già al lavoro per la fase due, cosa richiesta anche agli imprenditori, in modo tale da sanificare tutti i locali delle aziende ed essere pronti per tornare a lavorare.
Per quanto riguarda il capitolo Europa, invece, Conte ha parlato a lungo della riunione dell’Eurogruppo, alla quale ha partecipato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, criticando duramente anche il segretario della Lega Matteo Salvini e la numero uno di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, sulle “menzogne sul Mes – spiega il premier -. Fanno male non solo al Governo, ma anche e soprattutto al popolo italiano. È stato attivato e sottoscritto nel 2012″.
“Il Mes è inadeguato per affrontare questa emergenza – afferma ancora -, serve altro e gli eurobond sono senza dubbio una strada da percorrere. Ci batteremo con la dignità di una nazione, con determinazione. Sarà la nostra principale battaglia, un fondo con una vera e propria condivisione dello sforzo, che deve essere proporzionato e deve esser disponibile da subito. Non possiamo permetterci di arrivare tardi. Sarebbe insufficiente”.
“Le prime stime – ha commentato ancora il premier – parlano di 1500 miliardi di euro per fronteggiare l’emergenza in Europa. Si tratta di una crisi senza eguali in tutto il mondo dal dopoguerra in avanti, con numeri mai visti in tempi di pace. Diverse le proposte messe in campo dall’Europa, un primo passo verso una soluzione, ma ancora sono insufficienti per l’Italia. Vi è un importante schema assicurativo europeo per la disoccupazione, una somma di 100 miliardi. Sul tavolo sono stati messi tanti strumenti significativi”.
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