“Una situazione sempre più assurda“. Così il sindaco di Dumenza, Corrado Nazario Moro, inquadra gli ultimi sviluppi sull’emergenza coronavirus che arrivano dal Ticino e che riguardano, ovviamente, anche i tanti lavoratori frontalieri dell’alto Varesotto.
Dalle autorità cantonali è arrivato nelle scorse ore il via libera alla proroga dello stato di necessità, esteso fino al 19 aprile. Accanto a questo primo provvedimento, quello che disciplina i comportamenti e determina le restrizioni, ormai da settimane, nella vicina Svizzera, verranno potenziati i controlli di Polizia e le attività di vigilanza sulle regole da rispettare per provare a contenere i contagi, che nel Cantone hanno superato quota 1700.
Le attività industriali non procrastinabili, infine, potranno essere autorizzate. “Quindi da lunedì (domani, ndr) alcune imprese potrebbero riprendere l’attività – sottolinea il sindaco Moro – anche se il numero esatto di queste aziende non è stato al momento specificato”.
Il tema è da giorni sul tavolo dei rapporti più urgenti tra i due Paesi e nelle agende dei parlamentari che a Roma rappresentano il territorio, come ricordato anche ieri dal deputato cinque stelle Niccolò Invidia, che si è detto preoccupato per la potenziale ripresa, con l’inizio della settimana ormai alle porte, delle attività fino a qui sospese.
“Credo sia il momento che la politica italiana si svegli e dia un segnale forte e chiaro – afferma ancora Moro, prima di rivolgersi agli altri primi cittadini dell’area al confine con il Canton Ticino -. Chiedo a tutti i sindaci della zona di intervenire a tutela della salute dei lavoratori frontalieri, delle loro famiglie e delle comunità in cui vivono”.
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