Tutto è cominciato da un controllo di routine: nessuno avrebbe scommesso che quella coppia di quasi sessantenni, che si lamentava di acciacchi e descriveva la cocaina come l’unico rimedio ai propri dolori, stesse gestendo un giro di spaccio articolato su più Comuni del Varesotto.
«È per uso personale, solo la coca ci rende felici», avevano dichiarato al giudice il primo giugno – secondo quanto riportato dal quotidiano locale La Prealpina – quando i carabinieri di Sesto li avevano arrestati con l’accusa di spaccio. Dopo aver patteggiato e aver riottenuto la libertà, i due hanno ripreso i loro traffici, ignari di essere pedinati da febbraio.
Ora, l’indagine coordinata dal pubblico ministero Ciro Caramore si è declinata in quattro ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Gianmarco Cantalini: oltre alla coppia, in carcere sono infatti finiti anche una loro amica e il fornitore che procurava lo stupefacente dalla zona boschiva di Rescaldina, il cosiddetto Rugareto, teatro di violenti scontri tra bande di spacciatori.
Per tenersi a distanza da quel contesto, emerge dal racconto di Prealpina, i due acquistavano cocaina e hashish all’ingrosso versando una sorta di maggiorazione al mediatore – 100 euro in più a partita – pur di non mescolarsi alle faide tra magrebini. La rete di distribuzione al dettaglio, alla quale partecipava anche l’amica della coppia, una donna senza fissa dimora fuggita da una relazione violenta con un pusher, copriva un territorio ampio, tra cui anche centri del Medio-Alto Varesotto come Caravate, Monvalle, Leggiuno e Gemonio.
Il quotidiano ha ricostruito anche le modalità operative del quartetto, documentate dalle forze dell’ordine: i carabinieri e la polizia giudiziaria hanno infatti monitorato per mesi gli spostamenti, le cessioni e le conversazioni, scoprendo così che la droga veniva conservata nel garage della coppia, suddivisa secondo le ordinazioni e nascosta all’interno di ovetti Kinder prima della consegna a domicilio. Quando, durante l’udienza di direttissima, il giudice aveva chiesto alla coppia il perché di quei numerosi involucri gialli in casa – quelli che generalmente contengono le sorprese – i due avevano risposto che i loro cinque gatti li usavano come giocattoli.
A creare le prime crepe nel sistema sarebbe stata, paradossalmente, proprio l’amica che la coppia aveva ospitato sotto il proprio tetto. Un giorno è scomparsa portando con sé denaro, hashish e beni di valore, dopo un riavvicinamento al suo ex compagno pusher marocchino.
I quattro indagati, assistiti dagli avvocati Nicolò Luoni e Luca Pagano, secondo quanto riferisce in ultima battuta la Prealpina, non hanno risposto all’interrogatorio davanti al gip.
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