Allo stretto di Lavena, in località Chioso, l’Unione pescatori del Ceresio ha trascorso la mattinata di domenica investendo in una attività di fondamentale importanza per il patrimonio ittico del lago, che ogni anno garantisce la riproduzione del pesce persico con una media di quindicimila uova per ogni femmina lunga quindici centimetri (quarantamila per gli esemplari di trenta centimetri di lunghezza).
Il gruppo di pescatori, guidato dal presidente dell’associazione, Fiorenzo Previatello, ha posato una quarantina di fascine, racconta La Prealpina, ramaglia assemblata appositamente per creare spazi idonei alla deposizione delle uova.
“I fasci di rami sottili legati con filo di ferro vengono collocati in punti dove i pescatori hanno sperimentato, nel corso di diversi anni, un efficace risultato“, si legge sulle pagine del quotidiano locale. La procedura verrà ripetuta nei prossimi giorni anche sulle rive di Brusimpiano, grazie al coordinamento tra pescatori e Pro Loco.
C’è poi un valore aggiunto nell’attività di posa, che è quello del riciclo. Le fascine, infatti, vengono realizzate con i materiali raccolti dalla pulizia delle rive. La riproduzione del persico avviene generalmente in primavera, e saranno i sub, tra circa un mese, a verificare con una immersione l’efficacia del lavoro di domenica. E di quello che si svolgerà tra pochi giorni.
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