Estendere di un’altra settimana l’ordinanza attualmente in vigore per raggiungere i quattordici giorni necessari a studiare il comportamento del virus al termine del periodo di incubazione, e al contempo mantenere alto il livello della precauzione rispetto al rischio di contagio nei luoghi e nelle situazioni che prevedono grandi assembramenti di persone.
E’ questa la proposta che Regione Lombardia rivolge al Governo, sulla base dei pareri raccolti nelle ultime ore dal confronto con alcuni dei massimi esperti che stanno monitorando l’evolversi della situazione accanto alle istituzioni. Scuole chiuse, dunque, e restrizioni estese alla prossima settimana, scenario che alle 19.30 verrà discusso al tavolo del consiglio dei ministri, dove all’ordine del giorno troverà posto anche la bozza del provvedimento per il contrasto agli effetti economici dell’epidemia (a partire dalla sospensione per sei mesi delle bollette per gli abitanti delle zone colpite).
In Lombardia i casi positivi sono saliti a 531, con 235 ricoverati (85 in terapia intensiva), mentre a livello nazionale il totale dei contagi confermati è di 655, con ventuno decessi (compresi gli ultimi tre, tutti di ultra ottantenni, registrati in Lombardia).
A livello regionale, ha spiegato l’assessore al Welfare Giulio Gallera nel quotidiano incontro con la stampa, la diffusione del virus resta circoscritta a pochi territori (il 3% della regione), con il 90% dei casi ritenuto facilmente risolvibile. A preoccupare dal punto di vista sanitario è la gestione della terapia intensiva, passaggio ritenuto fondamentale soprattutto per le persone anziane colpite da Covid-19. Per Massimo Galli, ordinario di Malattie infettive all’Università di Milano, la situazione non verrà risolta in breve tempo, e la routine della rianimazione rischia di entrare in crisi nei prossimi giorni: i reparti delle strutture di Lodi e Cremona risultano essere già sovraccarichi di pazienti.
Dalla Svizzera, infine, sale a quindici il numero di casi accertati, con oltre cento persone in quarantena, ma è stato dimesso dalla clinica Moncucco il 70enne ricoverato da lunedì, considerato il “paziente uno”. La Confederazione ha vietato fino al 15 marzo tutte le manifestazioni con più di mille persone (qui tutti gli altri dettagli).
In Ticino lunedì 2 marzo le scuole riapriranno regolarmente. I genitori sono invitati a tenere a casa i ragazzi che manifestano sintomi influenzali (febbre, tosse, raffreddore). È stata preparata una direttiva specifica che sarà trasmessa ai direttori degli istituti scolastici cantonali, comunali, privati e dei centri professionali.
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