A pochi giorni dalle elezioni per la presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio, continua la battaglia tra i due candidati, Demetrio Albertini e Carlo Tavecchio. Dopo le polemiche degli scorsi giorni, sulle parole di Tavecchio, a gettare benzina sul fuoco è Demetrio Albertini tramite il suo profilo Twitter: “il palazzo del potere continua a scricchiolare. Tanti si stanno allontanando, rimangono le solite facce”. Nel frattempo la Lega Pro, nell’assemblea di oggi, ha ribadito il suo sostegno a Carlo Tavecchio.

Demetrio Albertini e Carlo Tavecchio, i candidati per la presidenza della Figc (italpress.com)
Continuano le polemiche e la sfida per le elezioni federali. Le elezioni federali distano ancora otto giorni ma fra Demetrio Albertini e Carlo Tavecchio la battaglia continua. Il primo affida a Twitter il suo pensiero e prova a mettere pressione all’avversario (“il palazzo del potere continua a scricchiolare. Tanti si stanno allontanando, rimangono le solite facce”) e si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa. “Leggo di possibili accordi che mi riguardano. Non baratto nessuna poltrona per le mie idee”, scrive ancora Albertini, che ne ha anche per Zamparini, che ieri, parlando dell’ex centrocampista del Milan, ha sbottato: “non lo prenderei neanche a fare il portinaio della mia azienda”. “Purtroppo per lui la Federazione non è una sua azienda – la replica – Lui conosce solo la gestione monocratica”, aggiunge l’ex vicepresidente federale che ha annunciato anche la decisione di non recarsi oggi all’assemblea di Lega Pro. “E’ giusto che abbiano fatto delle riflessioni al loro interno”. Sull’assemblea della Lega Pro, anche Tavecchio è della stessa opinione. “Non sono andato per non influenzare – annuncia ai microfoni di RadioUno – Ognuno decide secondo i propri interessi, io non chiedo niente.”
“La Lega Pro è unita”, (tranne qualche società). Così Mario Macalli, presidente della Lega Pro, ribadisce il sostegno a Carlo Tavecchio in vista dell’assemblea elettiva della Figc in programma l’11 agosto. “Poi – aggiunge – che una Lega con 60 società possa perdere quattro, cinque o sei adesioni al momento del voto non mi meraviglia affatto. Come Lega Pro, quando abbiamo preso un impegno lo abbiamo sempre mantenuto” continua a ribadire Macalli a margine dell’assemblea della componente da lui presieduta, nel corso della quale sono emerse anche posizioni contrarie alla candidatura di Tavecchio. “Abbiamo perso dei voti anche quando eravamo un blocco di granito” fa notare il numero uno della Lega Pro. Ma “rispetto chi non la pensa nella stessa maniera”. Il presidente si riferiva ad alcune società, tra le quali il Benevento che hanno dichiarato di votare “no”: così tra le voci fuori dal coro c’è quella del direttore tecnico del Benevento, Salvatore Di Somma: “Credo che alla lunga possa prevalere la linea Albertini, almeno lo spero. Credo, inoltre, che la Lega Pro non sia compatta sul nome di Tavecchio, c’è sicuramente una rottura all’interno. Personalmente sono più per Albertini, non mi è piaciuto l’atteggiamento di Tavecchio” dice ai microfoni di Sky.
Tavecchio, travolto dalle polemiche per la sua infelice uscita sui “mangiabanane” negli scorsi giorni, ha qualche sassolino da togliersi. “L’assassino di John Kennedy non ha subito quello che ha subito il sottoscritto”, si lamenta il candidato alla successione di Abete, che non ci sta a passare per razzista e ricorda come quest’anno festeggi “il 30esimo anniversario di presenza in Africa un mese all’anno, con costruzione di due ospedali e tre adozioni. Sono andato in Africa non a portare i pesci ma a insegnare a pescare, cosa che dovrebbe fare l’Europa e che invece non fa. Sono la persona che è riuscita a creare in Italia un sistema di accoglienza per tutti i calciatori che, pur clandestini, non hanno alcun problema per giocare – insiste Tavecchio -. Ma i fatti in questo Paese non contano, contano le grandi lobby. L’unica cosa che non si dice è che ci sono altri interessi, devastanti interessi di altra natura, lo sapete tutti, non facciamo gli ipocriti. Il sottoscritto – rivendica – non ha padroni né cambiali da pagare e se in questo Paese non si cominciano a fare i fatti, a impostare un discorso di crescita, è finita, perché le chiacchiere se le porta via il vento”.Fra i calciatori, intanto, è compatto il fronte pro-Albertini.
Il parere del difensore juventino Giorgio Chiellini e del portiere romanista Morgan De Santis. “Non c’è niente di personale nelle mie parole – racconta il difensore della Juventus, Giorgio Chiellini – ma credo che in questo momento ci sia solo una persona adeguata a quel ruolo, ovvero Demetrio Albertini. Io mi rifaccio anche alle parole di Ulivieri, quando una persona è inadeguata non lo è solo perchè ha dei particolari demeriti – gli fa eco il portiere della Roma, Morgan De Sanctis -. Con tutto il rispetto per Tavecchio e per quello che ha fatto nella Lnd, servirebbe qualcosa di diverso e noi lo abbiamo identificato in Albertini, può essere la figura giusta per cambiare”.
In Serie A il Parma rinnova la fiducia a Tavecchio mentre il Torino, per bocca del presidente Urbano Cairo, ribadisce il suo no. “Siamo ora 9 su 20, e altre stanno riflettendo – ha sottolineato -. Lui ha detto che se era appoggiato dalle quattro leghe avrebbe mantenuto candidatura, magari a breve non lo sarà più. E’ una candidatura troppo divisiva e controversa”. (AGI)
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