4 Marzo 2017

Presidenza FIGC, Abodi: “Se vinco rilancio il modello ‘Italia’, basta copiare”

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Andrea Abodi, candidato alla presidenza della Figc, illustra così all’Adnkronos, le prime cose che vorrebbe fare nel caso in cui vincesse la sfida con Carlo Tavecchio il 6 marzo. “Vorrei una Federazione più libera, trasparente e moderna. Una Federazione più aperta, capace di dialogare in modo chiaro e costruttivo con tutti i portatori d’interesse, tifosi compresi”.

(Foto © Gian Mattia D'Alberto / lapresse)

(Foto © Gian Mattia D’Alberto / lapresse)

Presidenza FIGC, Abodi: “Se vinco rilancio il modello ‘Italia’, basta copiare”. “La prima cosa che farei da presidente Figc? Farei la lista degli impegni da prendere. Di concerto con tutte le sette componenti del nostro sistema, la prima cosa sarà elaborare e rendere pubblica l’agenda degli impegni di mandato, per consentire a chiunque di seguire il percorso ed esprimere un’opinione”.  Il tutto senza modelli da seguire. “L’idea degli ultimi anni di prendere qua e là, dall’Inghilterra una cosa, dalla Germania un’altra, dalla Spagna un’altra ancora, sta facendo perdere il focus sull’esigenza di riaffermare il modello italiano che per decenni è stato il riferimento internazionale e che si è perso per una serie di ragioni. L’obiettivo della Federazione è quello di ridiventare centrale riaffermando il modello italiano”.

Abodi ha poi in mente quattro “cantieri” da mettere subito in moto, su format, infrastrutture e giustizia sportiva, oltre alla internazionalizzazione con il Club Italia. “La riforma dei campionati? Ho in mente una serie di gruppi di lavoro che vorrei si aprissero subito. Uno sulla qualità delle competizioni che è il fattore decisivo e viene ancora prima della definizione del numero di squadre. La qualità della competizione, i criteri d’iscrizione del Sistema licenze, il modello della distribuzione delle risorse e alla fine il perimetro delle competizioni e anche delle Leghe, perché probabilmente avere tre Leghe professionistiche merita un approfondimento”. “Il secondo cantiere -prosegue Abodi- riguarda lo sviluppo delle infrastrutture ad ampio spettro, tutto quello che può essere di supporto ai club e alle Leghe nella relazione con le amministrazioni comunali e regionali, magari promuovendo e stimolando un confronto con il Governo per elaborare una proposta legislativa che renda più efficace la legge sulle infrastrutture sportive. Altro tema infrastrutturale è finalizzato all’armonizzazione dei progetti a settori giovanili e vivai dei singoli club con quelli federali dei centri di formazione territoriale, senza trascurare il supporto allo sviluppo della rete delle Accademie”. “Il terzo cantiere riguarda la riforma della Giustizia sportiva nella quale bisogna inserire immediatamente una cultura digitale per efficientare il lavoro quotidiano. Vorrei una riforma e una modernizzazione delle norme, a partire da una diversa modulazione della responsabilità oggettiva, proseguendo con la valutazione sull’opportunità di separare le attività inquirente e requirente della Procura federale”. “Un ulteriore progetto lo dedicherei all’internazionalizzazione della maglia azzurra, con l’estensione del Club Italia, regia organizzativa della Nazionale, che mi piacerebbe diventasse anche un progetto di internazionalizzazione capace di coinvolgere anche le imprese italiane nel mondo, la grande e straordinaria comunità di italiani nel mondo apprezzano il Made in Italy e l’Italian Style”, prosegue.

Abodi punta poi molto anche sullo sviluppo del calcio femminile. “Se si crede fermamente e sinceramente nello sviluppo del rapporto tra il mondo femminile e il calcio, per ciò che riguarda non soltanto l’aspetto sportivo, ma anche la presenza delle donne negli stadi, negli organi di rappresentanza e nelle strutture operative, si deve elaborare una strategia più articolata, concreta e convinta”. “Il calcio femminile azzurro non ha mai raggiunto l’obiettivo di una qualificazione olimpica. Per colmare questa lacuna è necessario elaborare un progetto specifico, da finanziare anche di concerto con il Coni che sarà sicuramente disponibile, proprio perché il primo obiettivo delle Federazioni e della Preparazione olimpica è quello di contribuire alla qualificazione di atleti e squadre, tanto più quelle che non sono mai andate ai Giochi”. Da parte di Andrea Abodi attenzione anche al Futsal, disciplina ormai consolidata nel nostro Paese: “Sempre in chiave olimpica mi piacerebbe molto far partire dall’Italia, con le dovute verifiche internazionali, una campagna per l’inserimento nel programma dei Giochi del calcio a 5”.

Il candidato alla presidenza della Figc vuole poi recuperare, un po’ come fatto da Gianni Infantino nella Fifa, i grandi campioni. “Il recupero dei grandi campioni per me è fondamentale, magari dimenticando qualcuno adesso, ma non volendo dimenticare nessuno dopo, tutti coloro che possono dare un contributo di testimonianza, di apporto, di competenze, di esperienze, da Zoff a Tardelli, mi piacerebbe collaborare con Demetrio Albertini, ma anche confrontarmi con Claudio Gentile, Ciro Ferrara, Francesco Rocca, Roberto Baggio e Paolo Maldini. Ce ne sono tanti con i quali credo valga la pena recuperare un rapporto all’interno della casa federale e considerarli un patrimonio che non può essere disperso e al quale bisogna garantire assoluto rispetto”.

Per quanto riguarda le elezioni di lunedì, il presidente dimissionario della Lega di B è convinto di avere un supporto anche in Serie A. “La Lega Serie A dalla parte di Tavecchio? Penso proprio di no. Mi sembra sia stata più che altro un’operazione di comunicazione per rassicurare e tirare su il morale, che verrà modificata profondamente dal voto di lunedì. La Serie B? Dopo il confronto tra i candidati la mia posizione si è fortemente rafforzata. Gli allenatori e i Dilettanti? Sono convinto che lunedì contribuiranno alla definizione del risultato”, sostiene Abodi. “Per me il modello di riferimento è quello che quattro anni fa ha consentito a Giovanni Malagò di vincere la sfida della presidenza del Coni, quindi lavoro, contatto le persone nel modo corretto, parlando di contenuti e affidando all’urna elettorale, con la certa segretezza e riservatezza che dovranno essere assegnati al voto, la definizione del risultato”, conclude Abodi. (ADNKRONOS)

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