Brutte notizie per la realizzazione dei 130/140 posti auto previsti sul territorio di Lavena Ponte Tresa, realtà che si inserisce nel “Programma di cooperazione transfrontaliera”, in virtù della sua posizione centrale e strategica. La manifestazione d’interesse per partecipare all’assegnazione dei fondi Interreg, presentata congiuntamente da Lavena Ponte Tresa e Ponte Tresa (CH), dopo aver superato il primo step, è stata, infatti, giudicata da Regione Lombardia “non ammissibile”.
Il progetto presentato includeva una passerella sul fiume Tresa e un parcheggio, parzialmente interrato, che sarebbe dovuto sorgere a ridosso della SS233 a pochi passi dal confine elvetico. Quest’ultima è una delle strade principali e collega il paese lacustre al comune di Marchirolo. Il progetto si configura come un intervento di mobilità sostenibile, nato dalla volontà di implementare l’offerta di posti auto utilizzati dai frontalieri, che lasciano la macchina sul territorio italiano per raggiungere i posti di lavoro attraverso la ferrovia Lugano-Ponte Tresa (CH). Un’ulteriore risposta ai temi della mobilità transfrontaliera, con l’obiettivo di ridurre il traffico su gomma.
All’origine dell’esclusione dal bando un vizio di forma rappresentato dalla mancanza di alcuni documenti. “Dopo aver superato il primo step il progetto si è arenato nella fase amministrativa. Abbiamo provveduto da subito a fare un reclamo formale rispetto a questa decisione che ci ha esclusi per un vizio di forma – spiega il sindaco Massimo Mastromarino -. D’altro canto ad essere stato riconosciuto è il valore sostanziale dell’opera, motivo per il quale auspichiamo che Regione Lombardia apra un’altra finestra che ci permetta di ripresentare, o comunque di riconsiderare, questo progetto, soprattutto in virtù del valore altamente strategico che ha nell’economia transfrontaliera”.
A dare conferma del valore strategico dell’opera, finanziata dal Fondo europeo di sviluppo regionale Interreg, inoltre, il presidente Claudio Zali, che si dice pronto a far valere i buoni rapporti appena instaurati con la nuova giunta lombarda. “Per il momento resta tutto fermo – conclude Mastromarino -, ma nello scrivere a Regione Lombardia abbiamo motivato la rilevanza di questi posti auto”.
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