La voce dei pescatori maccagnesi, rappresentati dal presidente della società “La Madonnina“, Antonio Catenazzi, si è alzata per portare all’attenzione degli amministratori e a Regione Lombardia l’emergenza inerente l’incubatoio ittico, messo a dura prova dalla mancanza di fondi. L’appello, come riportava Prealpina, rivolto anche ai sindaci della zona, ha messo in evidenza l’ostacolo che rischia di compromettere il prezioso lavoro svolto all’interno della struttura: impedimenti tecnici che negano a Regione Lombardia di erogare finanziamenti ad associazioni di pesca sportiva.
L’allarme ha scosso il primo cittadino di Maccagno con Pino e Veddasca, consapevole dell’importanza associata al ruolo dell’impianto, per il quale il contributo annuale versato dal Comune non risulta sufficiente a coprire tutte le spese di gestione. Il messaggio di Fabio Passera è chiaro, dal Pirellone devono arrivare risposte per impostare una linea in grado di superare le insidie generate dalla burocrazia. “Il lago Maggiore e le acque del territorio non possono fare a meno dell’attività svolta dai volontari all’interno dell’incubatoio“.
Dello stesso pensiero Andrea Pellicini, che ha sposato la causa del collega con una lettera inviata al presidente e ai consiglieri della Regione, sottolineando ulteriormente il carattere prioritario della situazione. “Mi unisco all’appello lanciato da Fabio Passera per evitare la chiusura dell’incubatoio dei pesci con sede a Maccagno – ha esordito il sindaco di Luino nel suo messaggio -. Questa importantissima attività permette il mantenimento di specie autoctone come la Trota Marmorata, e il conseguente ripopolamento dei corsi d’acqua, dei fiumi e del Lago Maggiore”.
Dopo aver ripercorso gli eventi di carattere amministrativo, che hanno condotto all’attuale mancanza di finanziamenti, Pellicini ha poi rimarcato l’urgenza di un intervento che scongiuri una perdita irreparabile per il patrimonio naturale e per la tradizione locale: “Mi rifiuto di credere che Regione Lombardia, da sempre impegnata per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio, non trovi le risorse per impedire un danno di proporzioni incalcolabili per l’intero bacino del Verbano – ha concluso il sindaco -. Certo della Vostra sensibilità su un tema di così grande importanza, mi auguro che una soluzione urgente venga presto trovata“.
Di oggi anche le parole del consigliere regionale Luca Marsico in merito al problema dei finanziamenti dei fondi alla piscicoltura, che riguarda sia il Lago Maggiore che il Lago Ceresio. “Il tema della valorizzazione delle piscicolture è, da mesi, una delle mie priorità tenuto conto centro del l’importanza strategica dell’attività svolta. So perfettamente dove bisogna intervenire ovvero emendare l’attuale legge di Regione Lombardia che, allo stato, prevede la sola possibilità di finanziamento di attività professionali escludendo, ad esempio, quelle di Maccagno e Brusimpiano, quest’ultimo comune di cui sono stato sindaco, che si svolgono grazie alla lodevole attività svolta da parte di volontari. Una delle mie priorità, in caso di rielezione, sarà quella di portare all’attenzione del Consiglio Regionale della Lombardia la modifica della legge. La problematica mi è stata sottoposta sia dal Sindaco che dal rappresentante dei pescatori di Brusimpiano e, solo la naturale conclusione della legislatura, non ha consentito di operare per la modifica della legge. La piscicoltura riguarda, infatti, sia le attività sul Lago Maggiore e mi riferisco, in modo particolare alla paventata chiusura della piscicoltura di Maccagno, che per le attività che si svolgono sul Lago Ceresio avendo avuto, anche negli ultimi tempi, vari colloqui sia con il sindaco di Brusimpiano che con il referente locale dei pescatori. Ben consapevole dell’eccellenza dell’attività sono disponibile, fin da subito, a proseguire l’attività di ascolto degli amministratori locali per condividere assieme le modifiche da apportare alla legge.”
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Certo che sarebbe una grave perdita,la chiusura del centro piscicultura ! Ma chiedere ancora fondi regionali,dopo il flop dell’ascensore dei pesci della diga di Creva,costato 2mil di euro,senza che i pesci siano aumentati di numeri (com’era nell’obiettivo),mi sembra solo un inizio propagandistico elettorale,avviato nel territorio !!