Divisa tra la gioia dell’incontro e il doveroso ricordo di coloro che hanno dato la loro vita per la patria, la Festa di primavera organizzata dal Gruppo Alpini che si terrà domenica 21 a Colmegna. Un momento per ritrovarsi e festeggiare, ma anche per commemorare chi ha donato la sua giovane vita per la propria patria come colui a cui la strada principale del paese è intitolata, Paolo Berra. L’appuntamento è per le ore 9 presso il lungolago di via Palazzi.
Colmegna, domenica la “Festa di primavera”: un doveroso ricordo ai Caduti del paese. La “Festa di primavera” organizzata dal Gruppo Alpini di Colmegna che si terrà nella giornata di domenica 21 maggio si ripropone, come ogni anno, come un bel momento per incontrarsi e per trascorrere qualche ora in allegria, ma non solo. Accanto alla gioia dello stare insieme la giornata in programma si propone come un momento di doverosa riflessione capace di riportare alla memoria quello che è stato e quanti hanno dato la propria giovane vita per darci la possibilità di vivere e godere di quella di cui oggi disponiamo.
Tra questi il giovane Caduto Paolo Berra a cui Colmegna ha intitolato la via principale del paese. Sarà proprio domenica la giornata in cui, in occasione dell’annuale sagra alpina, Paolo Berra, insieme agli altri tredici Caduti, verrà ricordato nella cerimonia che si terrà davanti al monumento sul lungolago di via Palazzi e davanti al sacrario di S. Rita, costruito dai reduci più di 60 anni fa sulla collina al di sopra del cimitero. Qui potete consultare l’intero programma.
Colmegna ricorda i suoi caduti, il contributo del professor Emilio Rossi. Dall’ospedale da campo, pochi mesi prima della sua tragica fine, Paolo Berra, caduto sul Monte san Michele (Gorizia) il 2 luglio 1916, nel fiore dei suoi anni giovanili, dopo aver appreso le poco confortanti notizie sulla salute della nipotina, scriveva alla madre:
Zona di guerra, 29.03.1916
Immediatamente rispondo alla tua lettera ricevuta oggi medesimo. Sono molto dispiacente a sentire che la Nestina sia così ammalata, però portiamo pazienza che forse guarirà ancora e non dovete disperarvi molto per questo se la volontà di Dio è così, cosa dovete fare? Anch’io mi credevo di guarire in quindici giorni, ma invece sono di già 18 e non sono ancora guarito, sono ancora come quasi prima. Le ferite alla testa sono cattive di guarire perché la testa è bugiarda, […] Spero che avrai ricevuto la mia cartolina con la quale ti dico se puoi farmi il favore di mandarmi £ 10, perché qui all’ospedale non mi pagano le cinquine fino che sono guarito e, essendo senza soldo, sorte male.
Altro ricevi un bacio e una stretta di mano da tuo figlio. Un bacio alle nipotine.
Berra Paolo.
Una lettera che tradisce lo sconforto che attanaglia questo giovane soldato colmegnese, stretto nella morsa di una degenza senza concrete prospettive di guarigione e il dolore per la perdita imminente di una bimba a lui tanto cara.
Una famiglia già segnata dalla scomparsa del padre Mauro, morto a soli 48 anni nel 1907 e del figlio Adolfo di 16 anni nel 1910. Nell’aprile del 1916, la nipotina Ernestina Macchi di tre anni, come tanti altri bambini in tenera età, se ne sarebbe andata e nel successivo mese di settembre l’avrebbe raggiunta anche la sorellina Flora di soli due anni. Unica vestale del focolare domestico, la madre Liberata alla quale un giovane amico di Paolo aveva indirizzato questa toccante lettera:
Milano, 6 agosto 1917
Carissima Liberata, da molto tempo che non avevo sue notizie, io tutto spiacente mi credevo che fosse in collera con me, ma ero ben sicuro di non averle fatto nulla di male. L’altro giorno ho ricevuto la sua cartolina e con grande dolore compresi tutto ciò che mi disse. Il mio pensiero che pensa sempre al nostro povero Paolo. Il mio cuore che non lo dimentica mai, i miei occhi che sempre lo piangono, la restituzione delle sue cose mi fece maggior dolore. Mi sembrava impossibile dovervele mandare. Coraggio o buona Liberata. Speriamo che il nostro Paolo ci veda e preghi per noi, In mezzo alle sue cose ci sarà pure la mia fotografia che a furia di pregarmi ci avevo mandato. Io spero di venire a casa verso la fine di agosto e non dubiti che verrò a trovarla. La mia salute è buona come spero e auguro a lei e alle sue due piccole ragazze. Riceva i miei cordiali saluti, Carletto
Prima della fine dell’anno inoltre il locale Gruppo Alpini darà alle stampe una pubblicazione sulla Grande Guerra con particolare riferimento al contributo di sangue che anche una piccola comunità come Colmegna ha offerto all’Italia. È altresì in progetto il restauro del monumento ai Caduti coi proventi delle offerte del calendario di Colmegna le cui precedenti edizioni hanno registrato un successo al di là di ogni più rosea aspettativa. Si auspica peraltro che anche l’Amministrazione comunale non rimanga insensibile a questa lodevole iniziativa.
Il 29 giugno del 1916 l’esercito austroungarico attaccò di sorpresa l’esercito italiano utilizzando una miscela di cloro e fosgene che provocò la morte di centinaia di soldati. Fu in questa battaglia che perse la vita Paolo Berra. Ce lo conferma in data 21 settembre 1916, il sindaco di Agra, Gemoldi Giuseppe, che in qualità di ufficiale dello stato civile, riceve da parte del Ministero della Guerra, copia dell’atto di morte di Paolo Berra, esattamente trascritto come di seguito riportato: “L’anno 1916 ed alli due del mese di Luglio nello spedale da campo di Palmanova, mancava ai vivi alle ore quattro e minuti trentacinque, in età d’anni ventisette, il caporale maggiore Berra Paolo, matricola 26149 (73) appartenente al 29° Reggimento Fanteria, 7ª Compagnia, nativo di Luino, provincia di Como, figlio di fu Mauro e di Pozzi Liberata, morto in seguito ad asfissia per fatto di guerra, sepolto nel cimitero militare di Palmanova, come risulta dalle attestazioni di Giovan Battista Castagano, Capitano medico di Complemento e P. Stanislao Donati, cappellano militare teste e Laudadio Nicola, soldato di sanità, teste”. (Archivio Comunale di Agra, registro dei decessi). Identica attestazione si ritrova nei registro della parrocchia di Agra, a cui la frazione di Colmegna era aggregata: “Berra Paolo di fu Mauro e di Pozzi Liberata di anni 27 caporale maggiore, 29° Reggimento Fanteria, 7ª Compagnia, è morto il giorno 2 Luglio 1916, in seguito di asfissia per fatto di guerra, nell’ospedale da campo N° 071 di Palmanova e fu sepolto nel cimitero militare di Palmanova stessa”.
L’auspicio del Gruppo è che, insieme alla cittadinanza, anche l’Amministrazione comunale non rimanga insensibile a questa lodevole iniziativa.
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