“Il figurativo rapportato al nostro tempo” il nome della mostra di pittura collettiva che dalle ore 18 di oggi darà ufficialmente il via alle esposizioni che si terranno presso l’Antica Rimessa del Tram e accompagneranno la cittadina di Lavena Ponte Tresa fino ad ottobre: “ART – Stagione espositiva 2017”. L’esposizione, ad ingresso gratuito, sarà possibile visitarla fino a lunedì primo maggio.

Lavena Ponte Tresa, al via questa sera la stagione “ART 2017” con “Il figurativo rapportato al nostro tempo”. Lavena Ponte Tresa è pronta a raccogliere i frutti dell’indagine esplorativa effettuata alcuni mesi fa dall’amministrazione comunale ed in particolare dall’assessorato alla Cultura, presieduto da Valentina Boniotto, finalizzata a dare la possibilità a quanti lo desiderassero di essere inclusi nella programmazione eventi 2017. Ed è proprio da quell’indagine che ha preso vita “ART – Stagione espositiva 2017” che accompagnerà la cittadina lacustre fino al mese di ottobre. Variegate le mostre che sarà possibile visitare, così come altrettanti saranno gli artisti che presenzieranno durante il periodo dell’esposizione e che sarà possibile conoscere.
Ad inaugurare ufficialmente “ART” Stagione espositiva 2017 saranno gli artisti Marisa Secchi, Giuseppe Antognazza, Marino Pajetta e Norberto Anelli con la mostra di pittura collettiva “Il figurativo rapportato al nostro tempo”, che avrà inizio a partire da oggi pomeriggio con l’inaugurazione, per poi concludersi il primo maggio. Una mostra dedicata sapientemente alla vita che ci circonda formata da paesaggi, nature morte e ritratti. Gli artisti hanno in comune una sensibilità nella percezione e nella sua rappresentazione della realtà che li accomuna in una sorta di unicum estetico. Nelle opere esposte si rivive questa emozione con colori e pennellate precise e cariche di armonia. Nelle loro tavolozze si ritrovano i colori della natura. La mostra resterà aperta da oggi fino a lunedì primo maggio, dalle ore 10 alle ore 22.
“Il figurativo rapportato al nostro tempo”: qualche cenno sugli artisti. A raccontare Marisa Secchi è il pittore Michele Ferrari che di lei dice: “Non dipinge cercando uno stile originale o un modo per impressionare l’osservatore e ottenere un facile risultato. L’artista si mette di fronte alla realtà o all’immagine che le fa da modello cercando di riprodurlo con tocchi morbidi e, attraverso la sua sensibilità, di avvicinarsi il più possibile a ciò che vede e vuol rappresentare, sapendo che questo comporta affrontare le moltissime difficoltà della pittura: la composizione, il disegno, il chiaroscuro, l’armonia dei colori, tutto ciò che non sempre chi dipinge vuole o è in grado di utilizzare”.
Norberto Anelli. Nessuno può stabilire il prima o il dopo perché per lui è un eterno presente, le sue sono esperienze fuori dagli schemi precostituiti, sono leggi del suo pensare e del suo essere artista. Mai però Anelli ha pensato che si possano ottenere capacità manuali senza un lungo percorso di osservazioni delle tecniche di chi l’ha in arte preceduto. Non segue un unico modello ma fa ciò che più si avvicina al suo essere pittore. si può dire di lui che riesce ad esprimere valori pittorici di una storia senza tempo, dipinge ciò che gli piace, che lo ispira, che lo suggestiona. L’artista ama raccontare una natura fra luci e riflessi, passando tra paesaggi, ritratti e nature morte.
Marino Pajetta. L’artista cuassese nativo del paese della Valceresio, da trent’anni impiegato nella reinterpretazione di opere dell’arte sacra italiana ha donato alla parrocchia la sua riproduzione di un dipinto di Caravaggio “San Francesco in meditazione”. Marino Pajetta conosciuto in paese da molti anni dipinge nature morte, paesaggi, ritratti ed ha affinato la propria tecnica frequentando l’atelier del maestro Michele Ferrari.
Giuseppe Antognazza. L’artista si avvicina alle icone negli anni 90, durante una visita in Bosnia Erzegovina, ha partecipato a numerosi corsi Akathistos di Varese con l’iconografa Tatiana Tyakina. Densi di spiritualità e di rimandi simbolici, le icone aprono una finestra verso la trascendenza, verso una presenza viva che dall’opera guarda lo spettatore. Riprendendo questa antichissima e consolidata tradizione orientale l’artista Antognazza la ripropone con passione in questa mostra.
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