“Complimenti”. È il termine più utilizzato da appassionati e piloti per sottolineare la performance del “Fulmine Nero” Andrea Assi alla conclusione dell’ultimo atto stagionale del circuito speed down, andato in scena sulla veloce discesa di Roggiano.
Il temerario pilota luinese paracadutato nel mondo delle gare in discesa s’aggiudica al primo tentativo la classifica finale nella categoria gravity (bici speciali che utilizzano la gravità terrestre come forza motrice) riguardante la zona di Varese.
Te l’aspettavi?
Sinceramente no.
Quando hai iniziato a pensare alla vittoria del campionato?
Dopo le prime gare vinte ho iniziato a crederci davvero.
Cosa hai messo di tuo?
Sicuramente la passione per la guida e la messa a punto del mezzo. In quest’ultima mi rendo conto di non essere ancora al cento per cento e per questo fatico a portare a casa risultati in modo costante.
Gli avversari più pericolosi?
I fortissimi Andrea Tonelli e Gabriele Giordani. Li ho incontrati nella gara di Grantola. Sono partito un po prevenuto, ma poi ho tirato fuori la grinta e mi sono reso conto di non essere tanto distante da loro. Anche “Saracen” Alex Riggi per la sua costanza nei risultati ha contribuito a tenermi alta la concentrazione.
Cosa ti sei regalato dopo la vittoria?
Una bella cena con la family.
Visto che sei un appassionato di motori, quali sono la tua moto preferita e quale macchina?
Tra le moto la preferita è la MV Agusta Brutale, la macchina dei sogni è la Lamborghini Murcielago.
Dove conserverai il trofeo vinto?
Lo conserverò con gelosia e orgoglio a casa mia.
A chi dedichi la vittoria?
La dedico alla grande famiglia che si è creata attorno a queste competizioni. In ultimo desidero ringraziare vivamente Vincenzo La Bua per avermi salvato durante l’ultima gara. Mi sono trovato con un problema alla gomma anteriore neanche molto visibile ad occhio nudo, ma lui con un flessibile e della carta vetrata l’ha riportata nelle condizioni ottimali, permettendomi di vincere. Ora con lo stop invernale attendo lo sviluppo e le modifiche alla gravity dell’ultra combattivo “Saracen”, mio grande rivale.
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