Un cane trovato senza vita all’interno di un appartamento, in condizioni igieniche estremamente precarie, dopo essere rimasto per giorni senza assistenza. Una vicenda risalente all’agosto 2023 a Luino, per la quale due persone sono ora a processo con l’accusa di uccisione di animali. Si tratta di un uomo di 41 anni e di una donna di 34, entrambi formalmente legati alla proprietà dell’animale, una femmina di American Staffordshire Terrier di quattro anni.
A ricostruire la vicenda e gli ultimi sviluppi giudiziari è Massimiliano Martini, in un articolo pubblicato oggi dal quotidiano La Prealpina, che riferisce dell’udienza predibattimentale celebrata davanti al giudice del Tribunale di Varese Davide Alvigini.
Il ritrovamento risale al 25 agosto 2023, quando la proprietaria dell’immobile, precedentemente occupato dall’ex marito, entrò nell’abitazione dopo che alcuni vicini avevano segnalato la presenza di un odore sospetto. L’appartamento, ormai vuoto da tempo, si presentava in condizioni di forte degrado, con rifiuti accumulati e una situazione igienica particolarmente compromessa.
All’interno di una stanza chiusa a chiave venne scoperto il corpo dell’animale, ormai privo di vita e circondato dai propri escrementi. Secondo gli accertamenti effettuati dai veterinari di Ats Insubria, il decesso sarebbe avvenuto nella prima decade di agosto, circa venti giorni prima del ritrovamento.
La vicenda portò alla denuncia per il reato previsto dall’articolo 544-bis del Codice penale, relativo all’uccisione di animali. Per questa fattispecie, secondo il quadro sanzionatorio riportato nell’articolo de La Prealpina, sono previste pene da sei mesi a tre anni di reclusione e una multa da 5mila a 30mila euro.
Nell’udienza predibattimentale si è costituito parte civile il Partito Animalista Italiano, che già nell’estate del 2023 aveva denunciato pubblicamente la gravità dell’accaduto, descrivendo la situazione come «un film dell’orrore». L’associazione intende ottenere un risarcimento per il danno che ritiene derivato dalla lesione delle proprie finalità di tutela della vita animale.
Il giudice ha inoltre ammesso la costituzione di parte civile dell’associazione Difesa Consumatori e Contribuenti, nonostante l’opposizione della difesa. Accogliendo la richiesta della Procura, è stata quindi disposta la prosecuzione del procedimento, con il trasferimento del fascicolo a un altro magistrato, il giudice Stefania Brusa.
L’inizio dell’istruttoria è previsto per aprile 2027, quando saranno ascoltati i primi testimoni. Tra questi figurano le guardie zoofile e i Carabinieri intervenuti all’epoca dei fatti, che avevano provveduto al sequestro dei resti dell’animale.
Al centro del procedimento anche la questione relativa alla titolarità e alla responsabilità della custodia del cane. I due imputati risultano infatti formalmente proprietari dell’Amstaff, ma la posizione della donna è contestata dalla sua difesa. Secondo quanto riportato dal quotidiano varesino, il suo legale, l’avvocato Giorgio Macchi, intende dimostrare che la 34enne non avrebbe avuto alcuna responsabilità nell’accaduto.
La donna sarebbe stata proprietaria dell’animale prima del 41enne, che tuttavia non avrebbe provveduto a registrare il successivo passaggio di proprietà. L’uomo è assistito dall’avvocato Elisa Tancredi. Sarà il processo a chiarire le rispettive posizioni e le eventuali responsabilità per la morte del cane.
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