La ricerca dei funghi richiama ogni anno numerosi appassionati nei boschi, ma un’attività all’aria aperta può nascondere rischi da non sottovalutare. A ricordarlo è il progetto “Sicuri a cercar funghi”, promosso dal Soccorso Alpino e Speleologico Lombardo (CNSAS) nell’ambito delle iniziative dedicate alla prevenzione degli incidenti in montagna.
I dati riportati nell’opuscolo evidenziano la portata del fenomeno: in Italia si registrano mediamente ogni anno circa 300 interventi di soccorso rivolti ai cercatori di funghi e, tra questi, oltre una ventina di persone perde la vita. Tra i principali pericoli figurano gli incidenti durante gli spostamenti, in particolare scivolate e cadute, oltre alla possibilità di perdere l’orientamento.
Pendii ripidi, canali, balze rocciose e sentieri poco evidenti richiedono particolare attenzione. Pioggia, fango, foglie secche e vegetazione possono rendere il terreno instabile e scivoloso, aumentando il rischio di incidenti. Per questo è importante scegliere percorsi adatti in base alle proprie capacità fisiche e alla propria esperienza, senza sottovalutare le difficoltà dell’ambiente montano.
Prima di partire, inoltre, risulta fondamentale considerare le condizioni meteorologiche e il tempo a disposizione. Nebbia, maltempo, stanchezza e l’avvicinarsi del buio possono rendere complicato il rientro, soprattutto quando ci si allontana dai sentieri più frequentati. Anche mantenere l’orientamento è essenziale per evitare di ritrovarsi in zone difficili da raggiungere.
In caso di smarrimento, farsi prendere dal panico può peggiorare la situazione. È preferibile cercare un luogo riparato dal vento e dal freddo, fermarsi in condizioni il più possibile sicure e rendersi visibili ai soccorritori, lasciando un segnale stabile e riconoscibile. In caso di incidente, la chiamata ai soccorsi deve fornire informazioni precise sulla posizione, sulle condizioni della persona coinvolta e sulle caratteristiche del luogo. Il numero per richiedere soccorso sanitario è il 118.
La prevenzione riguarda anche i funghi raccolti. Le specie tossiche possono provocare intossicazioni gravi, talvolta mortali, e le credenze popolari non rappresentano un metodo affidabile per distinguere i funghi commestibili da quelli pericolosi. È quindi importante riconoscere correttamente le specie e rivolgersi, quando necessario, agli Ispettorati micologici delle Aziende sanitarie o ai gruppi micologici per ottenere indicazioni qualificate.
È opportuno vestirsi in modo adeguato, indossando dei pratici scarponi da montagna. Vi sono poi delle regole precise da seguire, alcune delle quali: la raccolta è consentita dal primo giugno al 31 ottobre, unicamente ai possessori di apposito tesserino stagionale o giornaliero rilasciato dai Comuni o da strutture dagli stessi autorizzate; la raccolta è ammessa con una limitazione pari a 3 chilogrammi per persona e deve essere eseguita manualmente. Per qualsiasi necessità è necessario rivolgersi alla propria amministrazione o Comunità Montana. Può anche risultare utile scaricare alcune applicazioni sul proprio cellulare come “112 Where are U” e “GeoResQ”.
Il messaggio del Soccorso Alpino è chiaro: la passione per la raccolta dei funghi deve andare di pari passo con la consapevolezza dei rischi. Informarsi, prepararsi e adottare comportamenti prudenti permette di vivere il bosco con maggiore sicurezza, senza sottovalutare le difficoltà che l’ambiente naturale può presentare.
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