Varesotto | 8 Ottobre 2026

Lupo nel Parco Campo dei Fiori, aumentano le segnalazioni. «Monitoraggio in corso»

Il Parco spiega cosa fare (e cosa non fare) dopo le segnalazioni nei Comuni limitrofi. In corso il coordinamento con Regione, Provincia e Università dell'Insubria

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Negli ultimi mesi ci sono state diverse segnalazioni relative alla presenza della specie Canis lupus nella provincia di Varese che hanno interessato anche il territorio del Parco Regionale Campo dei Fiori e dei Comuni limitrofi. Si tratta probabilmente – fa sapere l’Ente Parco – del passaggio occasionale di singoli esemplari in dispersione, fase del tutto naturale del ciclo biologico del lupo.

Il Parco, in accordo con i Comuni, ha intrapreso anche opportuni contatti con Regione Lombardia e con il Nucleo Faunistico della Polizia Provinciale per monitorare con attenzione la situazione e gestire al meglio le eventuali criticità connesse alla presenza del lupo.

A seguito delle diverse segnalazioni provenienti in particolare dalla comunità di Luvinate circa la presenza, durante la notte, di un animale in centro paese, sono stati inoltre subito avviati i contatti tra sindaci, Presidente del Parco, Università, Provincia e referenti ERSAF per programmare nelle prossime ore un momento di confronto operativo.

Negli scorsi anni il Parco Campo dei Fiori ha attivato un progetto di monitoraggio del lupo all’interno della propria area protetta, in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria, oltre a manifestare la propria disponibilità a partecipare al monitoraggio regionale. Parallelamente, dal mese di marzo 2026 ha attivato un monitoraggio sistematico tramite fototrappole sull’intero territorio del Parco Regionale, che intende proseguire anche per le prossime stagioni con l’obiettivo di raccogliere dati scientifici certi e aggiornati.

Il lupo rappresenta una specie ai vertici della catena alimentare e costituisce un elemento faunistico di cui si ritrova la presenza in contesti che hanno recuperato una piena naturalità. L’ente Parco è ben consapevole che la presenza del predatore possa comportare delle criticità, ma si pone come obiettivo quello operare in modo di minimizzare le ricadute sulle attività antropiche quali l’allevamento e la fruizione del territorio.

Anche con questa prospettiva il Parco condivide con la comunità le principali indicazioni e buone pratiche di comportamento da adottare nel territorio del Parco, che riprendono le linee guida fornite da Regione Lombardia:
• Conoscere il lupo: Il lupo è un predatore opportunista e intelligente, che non riconosce l’uomo come possibile preda, ma lo identifica come una minaccia da cui allontanarsi il più rapidamente possibile. Nel contesto ecologico e sociale odierno, non rientra nella sua strategia attaccare obiettivi difficili e pericolosi come gli esseri umani: a conferma di ciò, in Italia non si registrano attacchi all’uomo da almeno 80 anni.
• Per evitare di incontrarlo: Il lupo è un animale elusivo. Spesso si muove in branco e dunque percepisce facilmente la nostra presenza: per rendere ancora più difficile l’incontro è sufficiente camminare “rumorosamente” ed evitare di seguirne le tracce.
• In caso di incontro: Il lupo raramente si lascia avvicinare. Se ci si imbatte in un lupo non è necessario quindi fare alcunché, evitando ovviamente di seguirlo una volta che si è allontanato. Se non avesse notato subito la nostra presenza, sarà sufficiente parlare a voce alta o comunque fare rumore.
• In caso di predazione: Meglio non interferire con l’azione di caccia del lupo per “salvare” prede selvatiche o domestiche: se ci si imbatte in un lupo che consuma una preda, è opportuno allontanarsi in silenzio.
• Cani e lupi: La presenza di un cane può diminuire la naturale timidezza del lupo verso gli esseri umani e in Italia sono stati registrati alcuni episodi che confermano questa possibilità: per tale motivo, durante le escursioni bisogna evitare di lasciare il cane libero, in modo da impedirgli di interagire e infastidire gli animali selvatici, lupi inclusi. In caso lupo e cane si attacchino, valgono i consigli dati per l’orso.

Come norme generali di cautela, viene indicato di evitare che i sacchi della spazzatura siano facilmente accessibili alla fauna selvatica, di non somministrare cibo ad animali domestici o selvatici all’esterno e di custodire gli animali domestici in aree ben chiuse o all’interno delle abitazioni durante le ore notturne.

L’Ente Parco, inoltre, sta operando per fare sinergia con gli allevatori e fornire loro le informazioni per la tutela e prevenzione degli allevamenti. L’adozione di adeguate misure di protezione del bestiame rappresenta lo strumento principale per favorire una corretta coesistenza e ridurre il rischio di danni.

Il Parco e i comuni, in sinergia con la Provincia, la Regione e le autorità competenti, rimangono costantemente attivi nelle attività di monitoraggio e controllo del territorio, perseguendo una corretta informazione con l’’obiettivo prioritario dell’Ente rimane quello di coniugare la tutela della biodiversità e la salvaguardia delle attività tradizionali del territorio.

I cittadini sono invitati a segnalare eventuali avvistamenti alla Polizia Provinciale di Varese (provinciavarese@provincia.va.it) e all’Ente Parco (info@parcocampodeifiori.it).

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